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Zanzare tigre, già segnalate 800 uova a Trento. Via Piave la zona più colpita. I consigli dell'esperta

Comune e Muse insieme per monitorare e contenere la presenza di zanzare tigre. Numeri in crescita, ma in linea con le estati più calde degli ultimi anni 

Di Guido Sassudelli e Pier Paolo Bonini (Liceo Prati - 17 giugno 2019 - 17:19

TRENTO. Su 47 stazioni dotate di trappole, disposte dai ricercatori su tutto il comune di Trento, 17 hanno segnalato le prime attività di deposizione per un totale di 800 uova. E' tornata l'estate, con l'arrivo del caldo umido, e sono tornate le zanzare, tenute lontane in precedenza da piogge e basse temperature. Come è noto la specie più temuta è la tigre, giunta in Italia nel 1990, caratterizzata da corpo nero con bande trasversali bianche, sulle zampe e sull'addome, e dalla presenza di una striscia bianca su dorso e capo.

 

“A pungere sono le femmine - spiega l'idrobiologa del Muse Alessandra Franceschini - attirate dalle proteine del sangue umano, necessarie per portare a termine la maturazione delle uova. La pericolosità non sta tanto nella puntura, quanto nella possibilità di trasmettere malattie come la malaria” (già debellata in Italia, ndr). Il Muse dal 2010 si occupa del monitoraggio di questi fastidiosi insetti, dell'ovificazione e di recente anche degli esemplari adulti.

 

Per individuare eventuali focolai nelle zone pubbliche più a rischio come cimiteri, giardini, piazze con fontane vengono posizionate delle ovitrappole: semplici vasi di plastica nera, alti 12 centimetri e larghi 8 centimetri, riempiti d'acqua in cui viene immersa una listella di masonite/faesite che funge da superficie di deposizione delle uova per la zanzare tigre e che ogni settimana viene cambiata e portata in laboratorio.

 

E così su 47 stazioni dotate di trappole, disposte dai ricercatori su tutto il comune di Trento, 17 hanno segnalato le prime attività di deposizione per un totale di 800 uova. “Tra i luoghi da tenere d'occhio quest'anno c'è via Piave, - prosegue la ricercatrice del Muse - esposta per via di giardini privati e un cantiere su cui non si può intervenire, dove fino ad adesso sono state trovate 129 uova, quasi un quinto del totale: numeri però non preoccupanti perché abbastanza in linea con quelli di anni molto caldi e produttivi come 2011, 2012 e 2015”.

 

Il Comune, in base alle informazioni ricavate da questi studi, agisce sul territorio con misure di prevenzione che consistono nel continuo monitoraggio e nel trattamento di tombini nelle strade, aree verdi pubbliche e giardini delle scuole nelle zone cittadine risultate maggiormente infestate l'anno scorso.

 

La prevenzione però deve essere fatta anche e soprattutto dai cittadini nelle rispettive proprietà, evitando ristagni d'acqua in vasi e sottovasi, coprendo accuratamente vasche e bidoni e assicurandosi che le grondaie siano pulite e non otturate, infatti i dati del monitoraggio dimostrano che nelle zone in cui è presente la zanzara tigre, dove i cittadini hanno applicato queste pratiche, si è verificato un contenimento della presenza dell'insetto.

 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web del Muse o, nella struttura, un punto informativo al quale i cittadini si possono rivolgere per qualsiasi particolare sull'insetto, o contattare direttamente il servizio Ambiente; tutto il materiale sull'argomento è presente sul sito web del comune e nell'ufficio relazioni.

 

 

 

 

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