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| 29 ott 2020 | 10:53

Il riscaldamento globale nei laghi di montagna? “Produce più ossigeno nel fondale”, lo studio che della Fem nel Lago di Tovel cambia tutti i paradigmi

Fino ad oggi la ricerca scientifica era giunta alla conclusione che il riscaldamento globale determinasse una minore presenza di ossigeno nei laghi. Uno studio della Fondazione Mach condotto a Tovel dimostra il contrario, ponendo il tema del possibile cambio di paradigma sulla questione

Il riscaldamento globale nei laghi di montagna?
di Redazione

VILLE D’ANAUNIA. Eccezione per lungo tempo con la sua caratteristica colorazione rossa, il lago di Tovel non smette mai di sorprendere. È una nuova ricerca della Fondazione Edmund Mach, questa volta, a offrire un altro esempio di eccezionalità di questo meraviglioso lago alpino. Secondo l’ultimo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale EOS.org, infatti, lo specchio d’acqua situato in Val di Non si distaccherebbe rispetto al resto dei laghi per quanto riguarda gli effetti del riscaldamento globale.

 

Se nel resto dei laghi montani e del fondovalle, infatti, il riscaldamento globale riduce l’ossigeno presente nell’acqua, in questo specchio lacustre il cambiamento climatico produrrebbe al contrario l’effetto opposto. A determinare questa situazione sarebbe la perdita di ghiaccio di oltre tre settimane registrata dalla metà degli anni Ottanta.

 

Questa scoperta a Tovel potrebbe cambiare il paradigma per la ricerca sui laghi di montagna. “I dati a lungo termine – spiegano i ricercatori Giovanna Flaim, Daniele Andreis e Ulrike Obertegger, autori della ricerca assieme a Sebastiano Piccolroaz – hanno un’importanza strategica per capire e gestire il nostro patrimonio ambientale, particolarmente adesso con i cambiamenti climatici in atto. Questi cambiamenti influenzano tutti gli ecosistemi ed anche il lago di Tovel ne risente”.

 

D’altra parte, il Trentino, con i suoi oltre 300 laghi, rappresenta un vero e proprio laboratorio naturale per la ricerca ambientale. E proprio a Tovel la Fondazione Edmund Mach conduce da decenni una serie di studi limnologico e meteorologici culminati giusto in questo studio. Nella recente ricerca, ciò che si evidenzia è che il ghiaccio si forma sempre più tardi a causa delle temperature più calde in autunno, ma ciò produce degli effetti in controtendenza rispetto a quanto si credeva sulla base degli studi scientifici.

 

Sul fondale, questo ritardo produrrebbe infatti una maggiore quantità di ossigeno, fonte di vita fondamentale per la fauna ittica, in particolare per i salmerini. Tale risultato non è altro che il frutto di decenni di studi, con la prima stazione meteorologica installata a Tovel nel 1973 dall’allora Stazione sperimentale agraria forestale di San Michele, e l’avvio di indagini idrobiologiche divenute a cadenza mensile a partire dal 1995. Non a caso, vista la longevità delle ricerche condotte in loco, il lago di Tovel è stato inserito come sito di ricerca nella rete internazionale di Ricerche ecologiche a lungo termine.

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