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“Jj4 e i suoi cuccioli rimarranno liberi”, il Consiglio di Stato ribalta il giudizio del Tar: accolto il ricorso della Leal

 Fra i passaggi della pronuncia si cita il fatto che in questo periodo l’orsa andrà in letargo. Prampolini presidente Leal: “Non ci dimentichiamo che M49, M57 e Dj3 sono ancora prigionieri al Casteller in condizioni incompatibili con la loro natura e quindi il nostro lavoro non si ferma” 

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 11 dicembre 2020 - 11:22

TRENTO. In queste ore la vicenda degli orsi trentini si arricchisce di un nuovo capitolo, il Consiglio di Stato ha appena accolto il ricorso presentato da Leal-Lega Antivivisezionista, l’associazione seguita dai legali Aurora Loprete e Paolo Emilio Letrari. Jj4 quindi, l’orsa (con 3 cuccioli) responsabile dell’aggressione a due cacciatori, resterà libera.

 

Una pronuncia che ribalta la sentenza del Tar arrivata lo scorso ottobre, tramite la quale era stata respinta la richiesta presentata dall’associazione animalista che mirava a sospendere l’ordinanza di cattura (QUI articolo). Il Consiglio di Stato di fatto ha confermato quanto già stabilito da una precedente pronuncia (QUI articolo)

 

 

 

 

“Considerato – si legge fra le motivazioni – che l’ampia documentazione versata agli atti unitamente all’appello e, successivamente, nel mese di novembre dalle parti in causa confermano le conclusioni alle quali si è pervenuti il 19 ottobre 2020 nel rappresentare l’insufficiente istruttoria che ha portato il Presidente della Provincia di Trento al giudizio di pericolosità dell’orsa e che ha determinato, per motivi di sicurezza pubblica, l’ordine di catturare l’orsa (e non i suoi tre cuccioli) e di custodirla in modo definitivo nel recinto di Casteller”. Inoltre il Consiglio di Stato evidenzia il fatto che fra novembre e marzo, con ogni probabilità, l’orsa sarà in letargo e quindi difficilmente potrà rappresentare un pericolo.

 

JJ4 e i suoi cuccioli rimarranno liberi – esulta Gian Marco Prampolini presidente Leal – e a breve potranno andare in letargo come la natura prevede per i plantigradi che vivono nel loro habitat. Non ci dimentichiamo che M49, M57 e DJ3 sono ancora prigionieri al Casteller in condizioni incompatibili con la loro natura e quindi il nostro lavoro non si ferma”.

 

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