“Jj4 e i suoi cuccioli rimarranno liberi”, il Consiglio di Stato ribalta il giudizio del Tar: accolto il ricorso della Leal
Fra i passaggi della pronuncia si cita il fatto che in questo periodo l’orsa andrà in letargo. Prampolini presidente Leal: “Non ci dimentichiamo che M49, M57 e Dj3 sono ancora prigionieri al Casteller in condizioni incompatibili con la loro natura e quindi il nostro lavoro non si ferma”

TRENTO. In queste ore la vicenda degli orsi trentini si arricchisce di un nuovo capitolo, il Consiglio di Stato ha appena accolto il ricorso presentato da Leal-Lega Antivivisezionista, l’associazione seguita dai legali Aurora Loprete e Paolo Emilio Letrari. Jj4 quindi, l’orsa (con 3 cuccioli) responsabile dell’aggressione a due cacciatori, resterà libera.
Una pronuncia che ribalta la sentenza del Tar arrivata lo scorso ottobre, tramite la quale era stata respinta la richiesta presentata dall’associazione animalista che mirava a sospendere l’ordinanza di cattura (QUI articolo). Il Consiglio di Stato di fatto ha confermato quanto già stabilito da una precedente pronuncia (QUI articolo)
“Considerato – si legge fra le motivazioni – che l’ampia documentazione versata agli atti unitamente all’appello e, successivamente, nel mese di novembre dalle parti in causa confermano le conclusioni alle quali si è pervenuti il 19 ottobre 2020 nel rappresentare l’insufficiente istruttoria che ha portato il Presidente della Provincia di Trento al giudizio di pericolosità dell’orsa e che ha determinato, per motivi di sicurezza pubblica, l’ordine di catturare l’orsa (e non i suoi tre cuccioli) e di custodirla in modo definitivo nel recinto di Casteller”. Inoltre il Consiglio di Stato evidenzia il fatto che fra novembre e marzo, con ogni probabilità, l’orsa sarà in letargo e quindi difficilmente potrà rappresentare un pericolo.
“JJ4 e i suoi cuccioli rimarranno liberi – esulta Gian Marco Prampolini presidente Leal – e a breve potranno andare in letargo come la natura prevede per i plantigradi che vivono nel loro habitat. Non ci dimentichiamo che M49, M57 e DJ3 sono ancora prigionieri al Casteller in condizioni incompatibili con la loro natura e quindi il nostro lavoro non si ferma”.






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