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Mondiali a Cortina, anche il Cai Veneto lancia l'allarme: "Pressione ambientale insostenibile"

Dopo i tanti comitati locali e associazioni ambientaliste intervenuti per denunciare i pesanti interventi sulle montagne di Cortina, anche il Cai Veneto ha deciso di scendere in campo lanciando un allarme per la "pressione ambientale insostenibile" sulle montagne di Cortina. Nelle settimane scorse, i mondiali di sci erano stati confermati per il 2021

Pubblicato il - 16 luglio 2020 - 13:01

CORTINA D'AMPEZZO. “Le foto dei cantieri dei lavori in corso nei territori attorno a Cortina d'Ampezzo in preparazione ai campionati del mondo del 2021 di sci alpino e delle Olimpiadi del 2026 non possono che lasciare ammutoliti tutti gli amanti della montagna, e in special modo delle Dolomiti che rappresentano la 'bellezza' nell'immaginario collettivo”. È questo l'appello lanciato dal Comitato direttivo del Cai Veneto, intervenuto per esprimere preoccupazione riguardo all'invasività dei lavori per i grandi eventi ospiti che si accinge ad ospitare la nota località turistica bellunese.

 

Col Fiere, Gilardon, Rumerlo e Col Drusciè sono in particolare i luoghi indicati come quelli maggiormente sottoposti al rischio di essere deturpati, con lavori che a detta delle associazioni ambientaliste, dei comitati locali e dei gruppi alpinistici avrebbero ben superato il progetto iniziale, impattando in maniera sempre più evidente sull'ambiente circostante.

 

Al nostro giornale, d'altronde, il presidente onorario di Mountain Wilderness Italia Luigi Casanova aveva denunciato “una devastazione pianificata” con cui si metteva a serio repentaglio la tenuta idrogeologica nell'area del Rumerlo, individuata per ospitare lo stadio d'arrivo delle gare veloci di sci alpino, così come quella che da Cortina sale a Passo Falzarego, dove un enorme cantiere è stato aperto per allargare la carreggiata.

 

Dopo il pronunciamento da parte della Fisi della volontà di mantenere l'appuntamento dei mondiali di sci fissato per il 2021 – s'era ventilata l'ipotesi, infatti, di posticiparli di un anno a causa del rallentamento dei lavori dovuto all'emergenza Covid – arriva dunque l'allarme lanciato anche dalla più importante associazione alpinistica nazionale, che tramite la sua sezione locale ribadisce “la contrarietà ai collegamenti: Passo Falzarego Arabba e Cortina Alleghe, già previsti nel Piano Neve Regionale nel 2013 e stralciati poiché la commissione di Valutazione Ambientale Strategica dell'epoca aveva dichiarato la loro incompatibilità con il D.M. 184/2007”.

 

La motivazione, continua in una nota la segreteria del Cai Veneto, recitava: “La loro realizzazione avrebbe costituito una pressione ambientale tale da raggiungere livelli di insostenibilità”. Per questo, la sezione veneta del Club alpinistico italiano invita i firmatari della Carta di Cortina, cioè ministero dell'Ambiente, Regione Veneto e sindaco di Cortina, a dare applicazione di quanto sottoscritto. La Carta, firmata nel 2016, sanciva alcuni punti a tutela dell'ambiente, punti non rispettati, a detta delle associazioni ambientaliste, specie dopo i cambi nel Cda organizzativo.

 

“Il Cai – concludono gli autori dell'appello – ritiene che solo un costruttivo confronto tra tutti i soggetti, portatori anche di interessi differenti, possa trovare la strada che eviti in futuro il ripetersi di scenari ambientali così impattanti”.

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