Olimpiadi 2026, la protesta delle associazioni ambientaliste (FOTO E VIDEO): "Basta cemento sulle Dolomiti. Da costo zero oggi siamo già a 3 miliardi di euro ''
La protesta si è svolta a Passo Giau, promossa da decine di associazioni ambientaliste. Italia Nostra del Trentino: "Dovevano essere le Olimpiadi a costo zero. Oggi siamo a una spesa ancora non definitiva intorno ai 3 miliardi di euro. La sostenibilità, ovunque sia stata ricamata, è già fallita". Cai Alto Adige: "Stanno cercando di cementificare la montagna per l’interessi di pochi, costruendo delle cattedrali nel deserto"

CORTINA D'AMPEZZO. "Ancora cemento sulle Dolomiti, non nel mio nome". Questo recita lo striscione di decine di associazioni ambientaliste, sociali e alpinistiche che domenica 5 giugno a Passo Giau hanno manifestato per chiedere a tutti i protagonisti dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, dai politici alle diverse amministrazioni locali che nazionali, di rispettare gli impegni assunti dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) con la comunità sportiva internazionale nella Olympic Agenda 2020.
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"Dovevano essere le Olimpiadi a costo zero. Oggi siamo a una valutazione di spesa ancora non definitiva intorno ai 3 miliardi di euro - aggiunge Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia e vicepresidente di Italia Nostra del Trentino, tra i promotori dell'iniziativa - dovevano essere le Olimpiadi sostenibili, un evento capace di lasciare a noi abitanti della montagna, veneta, altotesina, lombarda e trentina, strutture e un futuro di condizioni di vita migliori, nel profilo economico, sociale e ambientale".

L'iniziativa è stata promossa da Peraltrestrade Dolomiti, Italia Nostra del Veneto, Italia Nostra del Trentino, la sezione di Sondrio, WWF Terre del Piave Belluno e Treviso, Mountain Wilderness Italia, Libera Veneto, Gruppo promotore Parco del Cadore e l'Ecoistituto del Veneto "Alex Langer".
"La sostenibilità, ovunque sia stata ricamata, è già fallita - aggiunge Casanova - nei territori interessati non è stato avanzato un solo progetto sociale. La questione ambientale (e sociale) è scomparsa dall’Agenda della Fondazione che pure, nel dossier di candidatura, vi aveva scritte 16 interessanti, efficaci pagine che ora sono state cancellate".

La protesta ha raccolto più di un centinaio di manifestanti, un numero considerevole considerando la difficoltà del percorso per arrivare fino al Passo. Presenti cittadine e cittadine di tutti i territori interessati, dalla Valtellina, dal Cadore, dalla Val Pusteria e dal Trentino, che hanno ascoltato i 18 interventi degli organizzatori.
"Si investe, - prosegue Casanova - come avveniva nel secolo scorso, in cattedrali del deserto, in opere che avranno una ricaduta economica e lavorativa di breve periodo, gravate da costi di gestione insostenibili per le nostre amministrazioni. Si è volutamente dimenticato che siamo in una situazione dove tutti siamo chiamati a dare risposte significative ai processi di mitigazione e limitazione, meglio riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Non è un caso che nell’intenso tour della Fondazione (Cortina – Trento – Verona – Bormio) tutti i membri della istituzione non abbiano mai citato le parole ambiente e biodiversità".

Le associazioni accusano che alcune delle opere previste non siano necessarie, come "la pista di Bob – skeleton - slittino di Cortina, 61 milioni di euro, lo stadio di pattinaggio di velocità di Baselga di Piné, 60 milioni di euro, il Villaggio olimpico di Cortina, 40 milioni di euro, due stadi del curling, Cortina e Cembra, costo complessivo 12 milioni".
Non solo, "oltre un miliardo di euro sarà investito in viabilità stradale (Valtellina, Cadore e Cortina, Alto Adige), senza che vi sia stato un approfondimento condiviso e collettivo del tema della mobilità del futuro: rimane forte e unico l’obiettivo della velocità, del sostegno al turismo del mordi e fuggi utile solo all’industria della neve; si sta approfittando dell’anno olimpico per imporre alle montagne, in modo particolare alle Dolomiti, opere insostenibili: il grande albergo di lusso di Passo Giau, 40 mila metri cubi, i due villaggi di lusso, Cortina e Auronzo, della famiglia Meister".

Tra i diversi interventi anche quello del presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella: "Il Cai è sempre in prima linea per la difesa dell’ambiente. Non dobbiamo mollare, stanno cercando di cementificare la montagna per l’interessi di pochi. Si stanno costruendo delle cattedrali nel deserto. Il turismo futuro sarà un turismo ambientalista. Basta con la costruzione di strade dove non servono, piste da sci alberghi sempre più grandi. Dobbiamo pensare che il turista si deve adeguare la montagna e non la montagna al turista: più cose di dai, più vengono chieste, meno gliene dai più ci si adatta".
La richiesta dei manifestanti è chiara, conclude Casanova: "Chiediamo alle istituzioni di fermare tanta aggressività: a Cortina come in Valtellina, in Alto Adige come in Trentino".












