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Sciacalli dorati il 2020 inizia male, l’esperto: “Già il secondo investimento, dobbiamo fare di più per questa specie protetta”

Stiamo parlando di una specie che in Italia è più rara di orsi, lupi e lontre. Luca Lapini del Museo Friulano di Storia Naturale: “Stiamo andando verso un futuro dove i lupi occuperanno i monti mentre gli sciacalli saranno confinati nelle pianure fino al mare”

A sinistra uno sciacallo dorato fotografato Val Brembana da S. Locatelli. A destra l'esperto Luca Lapini
Di Tiziano Grottolo - 18 gennaio 2020 - 11:37

UDINE. Il primo esemplare di sciacallo dorato è stato avvistato in Italia nel 1984, più precisamente in Friuli-Venezia Giulia dove questi canidi sono arrivati con la progressiva scomparsa del lupo balcanico, un esempio, se ancora ce ne fosse bisogno di come le attività umane possano influenzare l’ecosistema. La presenza dei lupi in passato era stata fortemente ridimensionata dalle attività umane anche se dopo alcuni programmi di protezione si stanno riprendendo.

 

Da allora però gli sciacalli dorati non hanno avuto particolare fortuna finendo nel mirino dei cacciatori, che li accusano (senza evidenze scientifiche) di incidere negativamente sulla popolazione di caprioli, o più spesso venendo investiti dalle auto.

 

Nel corso nel 2018 sono stati una quindicina gli esemplari investiti dalle automobili in transito (QUI articolo), simili episodi si sono verificati soprattutto in Friuli-Venezia Giulia ma anche in Veneto e in Alto Adige, dove potrebbe trovarsi il gruppo riproduttivo più occidentale d’Italia (QUI articolo).

 

L’ultimo incidente, in ordine cronologico, è avvenuto lo scorso 15 gennaio quando, un maschio di sciacallo dorato è stato investito sulla tangenziale Nord di Udine, in Comune di Tavagnacco, poco a Nord Ovest dell'abitato di Colugna. “La carcassa è stata segnalata da un collega del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine e recuperata dal servizio recupero fauna”, spiega l’esperto Luca Lapini. Il 2020 inizia dunque, inizia in salita per questa specie che in Italia è più rara di orsi, lupi e lontre.  

 

Nonostante i nuovi gruppi, recentemente individuati nella bassa pianura friulana e nei dintorni di Osoppo, producano nuovi nati i due esemplari travolti nel mese di gennaio fan temere un futuro ancor peggiore, la taglia di questi canidi infatti rimane contenuta e ciò li rende più difficili da localizzare per gli automobilisti.

 

“La georeferenziazione dei punti di investimento potrà aiutare a mitigare il fenomeno – continua Lapini – ma pare sempre più chiaro che raccordi autostradali, autostrade e tangenziali a traffico veloce siano le arterie a maggiore rischio per la specie nel nostro paese”.

 

Secondo gli zoologi gli sciacalli dorati stanziali in Italia non superano le 80 unità che non devono vedersela solo con le auto, ma anche con il ritorno dei lupi che ormai si sono ripresi le Alpi Orientali (QUI articolo). Queste due specie infatti sono in forte competizione, nel senso che gli sciacalli, più piccoli e deboli, vengono predati dai lupi.

 

Ad ogni modo, secondo Lapini stiamo andando verso un futuro dove i lupi occuperanno i monti mentre gli sciacalli saranno confinati nelle pianure fino al mare. Infine, conclude l’esperto: “L'evento conferma che i raccordi autostradali sono tracciati molto pericolosi per questa ed altre specie, quasi certamente perché non protetti da adeguate recinzioni marginali e quindi particolarmente permeabili all'attraversamento della fauna selvatica, dobbiamo e possiamo fare di più per proteggere gli sciacalli dorati”.

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