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I Lupi si riprendono le Alpi Orientali: 110 esemplari stimati, 20 branchi ma anche 20 canidi uccisi da bracconieri e incidenti

I lupi stanno ricolonizzando Alpi e Prealpi Orientali espandendosi nei territori di Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia ma nonostante gli allarmi i numeri restano contenuti e solo 1 cucciolo su quattro riesce a diventare adulto. Gli esperti: “Una corretta comunicazione sul lupo rappresenta il primo passo per favorire l’accettazione della specie ma le istituzioni non sempre fanno la loro parte”

A sinistra, tre esemplari del nucleo familiare “Asiago Sud” fotografati in Aprile 2019 durante un avvistamento diretto (Foto di Ivan Mosele). A destra la mappa realizzata da "Io non ho paura del lupo"
Di Tiziano Grottolo - 14 gennaio 2020 - 12:44

ALPI ORIENTALI. Fra Alpi e Prealpi Orientali si stima che via siano fra gli 80 e 110 esemplari di lupo suddivisi in 20 branchi, questi in estrema sintesi i numeri che aprono il 2020 e che ci parlano di una specie in espansione nell’intero arco alpino.

 

Questi dati sono stati raccolti all’interno di una mappa interattiva elaborata grazie all’impegno dei volontari che fanno riferimento alla pagina Facebook “Io non ho paura del lupo”, ma anche al contributo di professionisti, privati, enti e associazioni che si sono adoperate durante l’ultimo anno per la raccolta e l’elaborazione di dati sul campo: “Una corretta comunicazione sul lupo rappresenta il primo passo per favorire l’accettazione della specie, soprattutto nelle aree di nuova colonizzazione come le Alpi e Prealpi Orientali”.

 

È nata così la mappa interattiva che certifica la presenza del lupo: “Lo scopo di questo lavoro non è solo quello di informare, ma anche di tenere traccia della presenza del lupo su questi territori, attraverso aggiornamenti periodici”. Ad essere preso in considerazione è un territorio molto vasto, oggetto della ricolonizzazione dei lupi, compreso fra Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Per inciso, gli ultimi avvistati sul nostro territorio sono stati quelli sull'Altopiano della Vigolana (QUI articolo). 

 

 

Una ventina di branchi, o nuclei famigliari, dunque si sono stanziati su questi territori ma, avvisano gli esperti: “È importante sottolineare che molti di questi branchi si muovono a cavallo tra diverse regioni o talvolta possono muoversi anche in territorio estero – inoltre – a causa della grande elusività della specie e al grande sforzo richiesto per il monitoraggio sul campo, la presenza del lupo su un determinato territorio è una stima e non un numero certo”. Un dato che parla di almeno 80 esemplari per un massimo di 110 (aggiornato alla fine di dicembre) distribuiti sul territorio di tre regioni, mentre per parlare di branco confermato ci devono essere almeno due lupi di sesso opposto che si sono riprodotti almeno una volta ed occupano un territorio stabile e ad uso esclusivo, la cui presenza è stata confermata da enti istituzionali (Regioni, Province, etc).

 

Per convenzione le icone sulla mappa sono state posizionate nei pressi dell’area che dà il nome al branco o alla coppia, “in nessun caso – specificano gli esperti – il posizionamento sulla mappa rappresenta l’area principale o il centro dell’areale del branco. Infatti, sempre secondo i rilevamenti si stima che sulle Alpi e Prealpi Orientali il territorio di un branco possa essere compreso tra i 100 e i 250 chilometri quadrati ed è ad uso esclusivo del branco che lo abita, inoltre “i confini del territorio seguono spesso l’orografia del terreno, le valli, i corsi d’acqua, per questo senza opportune attività di indagine come analisi genetiche o radio-collari è molto difficile stimarne l’estensione”.

 

 

Grazie al lavoro svolto da volontari e professionisti emergono anche dati a proposito della mortalità dei nuovi nati che si scopre molto elevata e può raggiungere un tasso del 75%, entro il primo anno di vita, vale a dire che, mediamente, solo 1 cucciolo su 4 riesce a diventare adulto, quindi nonostante gli allarmi i numeri restano naturalmente contenuti e sicuramente è quantomai scorretto parlare di “invasione”. Per quanto riguarda gli adulti invece sono stati recuperati almeno 20 esemplari morti, nella maggior parte dei casi investiti dalle automobili in transito ma non mancano gli atti di bracconaggio (QUI articolo) e in casi ancora minori per altre cause (talvolta un lupo può essere ucciso anche se entra nel territorio di un altro branco).

 

Se c'è un tema che ci sta particolarmente a cuore è la comunicazione e la corretta informazione sul lupo – affermano gli esperti che hanno collaborato alla stesura di questa mappa – siamo sempre più convinti che questa tematica debba essere quanto più aperta e comunicata ai cittadini, e che la diffusione delle informazioni sul tema (QUI un esempio) debba essere una priorità per le istituzioni che a volte però non si fanno carico di informare come dovrebbero circa la presenza del lupo sul territorio”.

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