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Sciacallo Dorato investito dal treno a Varna, l’esperto: “È il primo esemplare ucciso dall’inizio dell’anno in Alto Adige”

Si tratta di un giovane maschio di sciacallo dorano del peso di 11 chili, morto, molto probabilmente in seguito alla collisione con un treno. Dall'inizio del 2020 sono già tre gli esemplari deceduti in seguito a investimenti

Di Tiziano Grottolo - 25 gennaio 2020 - 14:46

VARNA (BZ). L’incidente è avvenuto a Varna, poco sopra Bressanone, la carcassa dello sciacallo dorato è stata ritrovata da un operatore vicino alla linea ferroviaria del Brennero. La carcassa è stata dapprima mostrata al guardiacaccia e quindi consegnata ai tecnici dell’Ufficio Caccia e Pesca per i rilievi biometrici e la raccolta dei campioni biologici, necessari alle eventuali indagini sulla specie.

 

Secondo l’ufficio Caccia e pesca della Provincia di Bolzano con ogni probabilità l’animale è deceduto in seguito della collisione con un mezzo ferroviario in transito. Si trattava di un maschio “subadulto”, ovvero un individuo completamente sviluppato ma non ancora sessualmente maturo, del peso di 11,5 chilogrammi.

 

Molto probabilmente l’esemplare era in fase di dispersione, fenomeno che interessa in particolare i giovani subadulti che possono decidere lasciare il branco natale e disperdersi in cerca di un compagno e di territori non occupati da colonizzare. Anche se talvolta i giovani esemplari possono rimanere nel branco di origine con la speranza di poter gradualmente “scalare” la gerarchia sociale.

 

Ad ogni modo l’esemplare di Varna aveva scelto di allontanarsi dal branco facendo però una brutta fine, dal 13 aprile 2019 questo è il terzo caso di investimento che i tecnici dell’Ufficio Caccia e Pesca hanno potuto registrare nella provincia di Bolzano.

 

“L’Alto Adige in questi ultimi anni sta osservando un incremento delle presenze della specie a seguito di una normale dinamica di occupazione dei territori alpini – fanno sapere i tecnici provinciali – dinamica che ha interessato negli ultimi decenni anche buona parte dell’Europa centro orientale, fino a raggiungere Svizzera e Francia”. Per migliorare le conoscenze che si hanno circa la distribuzione della specie è stato da tempo una raccolta dati ed attività di monitoraggio.

 

Come ricorda l’esperto del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine Luca Lapini, in Italia: “gli sciacalli dorati stanziali non superano le 80 unità” ma oltre che con gli incidenti stradali e ferroviari devono vedersela anche con il ritorno dei lupi che ormai si sono ripresi le Alpi Orientali (QUI articolo). Queste due specie infatti sono in forte competizione, nel senso che gli sciacalli, più piccoli e deboli, vengono predati dai lupi.

 

Secondo Lapini stiamo andando verso un futuro dove i lupi occuperanno i monti mentre gli sciacalli saranno confinati nelle pianure fino al mare. Infine, conclude l’esperto: “L'evento conferma che i raccordi autostradali e ferroviari sono tracciati molto pericolosi per questa ed altre specie, quasi certamente perché non protetti da adeguate recinzioni marginali e quindi particolarmente permeabili all'attraversamento della fauna selvatica, dobbiamo e possiamo fare di più per proteggere gli sciacalli dorati”.

 

L’esemplare morto a Varna si aggiunge agli altri due investiti in Friuli-Venezia Giulia all'inizio di quest'anno, che paragonati al fatto che nel corso nel 2018 sono stati una quindicina gli esemplari investiti dalle automobili in transito non fanno ben sperare per la conservazione di questa specie sul territorio nazionale.

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