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Territori martoriati dai cinghiali e rischi per gli automobilisti, il sindaco di Storo: ''La Pat ci ascolti, bisogna intervenire''

Sul tema tra le ultime interrogazioni presentate in Provincia c'è quella dell'ex assessore Michele Dallapiccola alla quale, però, fino ad oggi, la Giunta non ha risposto. Si chiede quali sono gli interventi che l'amministrazione provinciale intende portare avanti 

Pubblicato il - 06 luglio 2020 - 20:13

STORO. “Ci sono davvero troppi cinghiali che stanno distruggendo i pascoli e causando altri danni. Poi scendono dalla montagna e finiscono in strada mettendo anche a rischio gli automobilisti. Servono azioni incisive perché il problema è stato segnato diverse volte alla Provincia”. A dirlo è il sindaco di Storo, Luca Turinelli, sulla situazione che si è venuta a creare sul territorio e sui rischi che ultimamente sono stati registrati sulla statale del Caffaro per i continui incidenti causati da cinghiali e caprioli.

 

Complice anche il lungo lockdown sono molti gli animali che  nelle ultime settimane sulla statale 237 stanno creando non pochi danni alle autovetture con cui si scontrano. “Ci sono interi pascoli devastati – spiega il sindaco Turinelli – e vanno da malga Tonolo scendono a valle. I danni sono davvero tanti”.

 

Il problema non è nuovo ed è stato fatto presente alla Provincia più volte. Fino ad oggi, però, gli interventi fatti, come il prelievo controllato degli animali, sembrano non essere stati abbastanza.  “Chiediamo – continua il sindaco di Storo – azioni più incisive perché la situazione è diventata ormai insostenibile”.

 

La questione è arrivata anche in consiglio provinciale. A portarla ultimamente, senza però ancora aver ottenuto alcuna risposta dalla Giunta, è l'ex assessore e consigliere provinciale del Patt Michele Dallapiccola. Con una interrogazione, infatti, presentata nel primi giorni di febbraio di quest'anno ha chiesto quali siano gli strumenti che la Provincia intende implementare per la sicurezza attiva a prevenzione dei danni provocati dall'investimento degli animali selvatici.

 

“Già da un decennio – spiega Dallapiccola - si rileva un costante aumento del numero di animali selvatici, e quello degli investimenti è di fatto un problema ricorrente che assume una dimensione preoccupante”.  Per l'ex assessore un maggiore sforzo deve essere fatto dal punto di vista delle azioni attive preventive che hanno l'indubbio pregio di intervenire prima che il danno si verifichi specialmente laddove questo riguardi aspetti di salute pubblica.

 

In progetti, anche in passato, non sono mancati. Nel 2011 fu proposta, da parte dell’Associazione Cacciatori Trentini dell’area sud-occidentale, l’attivazione di un progetto sperimentale, atto a contenere il problema degli investimenti di animali selvatici. La località individuata per la sperimentazione fu proprio quella del basso Chiese sulla statale 237 che da Tione di Trento porta a Ponte Caffaro. Il progetto consisteva nel posizionamento di dispositivi in grado di rilevare la presenza di animali in prossimità della sede stradale, nello specifico soprattutto ungulati, di elaborare il segnale e inviarlo a una centralina di elaborazione dati che ha la finalità di far scattare un cartello luminoso, oppure una serie di lampadine poste sui paracarri, di modo da avvisare dell’effettivo pericolo.

 

Un progetto, quest'ultimo, che potrebbe essere portato avanti anche in altre zone del Trentino come quella del basso Chiese dove i rischi e i problemi derivanti da caprioli e cinghiali si stanno sempre più facendo sentire.

 

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