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Nella notte 7 incidenti provocati dall’investimento di ungulati: “In Trentino mancano i corridoi faunistici”

Secondo l’Enpa il 90% degli incidenti sul territorio provinciale avviene nel 30% della rete stradale, per questo gli ambientalisti chiedono la realizzazione di nuovi corridoi faunistici. In una settimana oltre 20 investimenti di ungulati

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 25 aprile 2022 - 09:52

TRENTO. Nella notte tra il 24 e 25 aprile si sono verificati 7 incidenti collegati all’investimento di ungulati. Si tratta in particolare di cervi e caprioli che attraversando la strada sono stati travolti da auto e camion in transito.

 

Gli episodi si sono verificati nella zona della Valsugana, Fai della Paganella a Faedo. Fortunatamente le conseguenze per gli automobilisti coinvolti non sono state gravi e i danni maggiori sono esclusivamente economici.

 

Sul posto son intervenuti sia i vigili del fuoco che i forestali che si sono occupati di rimuovere le carcasse degli ungulati travolti. I pompieri invece hanno messo in sicurezza la carreggiata. In alcuni casi i veicoli coinvolti hanno dovuto essere rimorchiati dal carro attrezzi.

 

Questi episodi però non sono una novità. Nei giorni scorsi, in particolare nella notte fra il 16 e 17 aprile gli incidenti con la stessa dinamica erano stati 12, tra le vittime si contarono perlopiù caprioli ma anche due volpi. Protagonista ancora una volta la Valsugana, la strada statale 47 per esempio è uno dei tratti dove questi episodi si verificano con la maggior frequenza. Nel giro di una settimana sono stati oltre 20 gli investimenti di ungulati. 

 

Ciononostante la politica rimane sorda a questo problema. Da molti anni la Provincia (a meno che non se ne dimostri una diretta responsabilità) ha smesso di risarcire gli automobilisti che rimangono coinvolti negli incidenti con gli ungulati. Più di recente la Giunta leghista ha tolto l’indennizzo dei danni anche per chi investe un orso.

 

Pochi mesi fa invece, era stata bocciata una mozione presentata dal consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi, dove si chiedeva di presentare uno studio sulla dislocazione e sulle caratteristiche dei corridoi faunistici presenti sul territorio provinciale. Questi corridoi, che consentirebbero agli animali di attraversare le strade in sicurezza evitando gli incidenti, a detta di molti sono troppo pochi.

 

Secondo l’Enpa il 90% degli incidenti sul territorio provinciale avviene nel 30% della rete stradale, pertanto quella dei corridoi faunistici sarebbe una soluzione molto efficace: “L’antropizzazione e l’ampliamento della rete viaria hanno ridotto drasticamente le aree libere, causando l’interruzione del sistema di attraversamento da un territorio all’altro, intercettando percorsi usati da tempi immemorabili dagli animali selvatici per spostarsi”.

 

 

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