“I falconieri trentini sono svantaggiati” e la Lega approva la mozione per allentare le regole. La Lipu: “Provvedimento pieno di fesserie”
Fra “bird control” e pet therapy, la mozione della Lega per sostenere la categoria dei falconieri trentini “svantaggiati” rispetto ai colleghi nazionali e internazionali. La condanna della Lipu: “L’ennesima nefandezza, un provvedimento pieno di fesserie”

TRENTO. “I falconieri residenti in Provincia di Trento si trovano in una posizione di svantaggio rispetto ad appassionati e operatori economici del settore nel panorama nazionale e internazionale”. È da questo assunto che il consigliere leghista Gianluca Cavada è partito per elaborare una mozione (sottoscritta anche dai colleghi di partito Paoli Denis, Paccher Roberto, Mara Dalzocchio e Alessandro Savoi), per chiedere di “trovare un bilanciamento tra le esigenze di tutela della fauna selvatica e le legittime aspirazioni dei praticanti di tale attività”.
Più nel dettaglio la Lega ha fatto approvare una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per modificare l’attuale regolamentazione provinciale relativa alla detenzione, all’allevamento, all’allenamento e alla riproduzione di uccelli da preda oltre ad “avviare una revisione in senso ampliativo delle specie di uccelli da preda attualmente autorizzate alla detenzione nella Provincia di Trento”.
Sempre secondo Cavada in Trentino l’assetto normativo vigente “impone pesanti limitazioni” a chi vuole praticare la falconeria, regole che rendono “molto complicata la pratica sia a livello venatorio che sportivo”. Il consigliere cita il divieto di riproduzione di tutti gli uccelli da preda ma anche il divieto di detenzione per alcune specie “ben predisposte alla falconeria” e il divieto di detenzione di “un numero congruo di esemplari”. Non solo, perché secondo Cavada, citando il “bird control”, la falconeria aiuterebbe a contrastare la presenza di piccioni, aironi e cormorani ma potrebbe essere usata anche come forma di pet therapy.
La mozione approvata ieri in Consiglio, come c’era da aspettarsi, sta facendo discutere. Se in aula il provvedimento è stato duramente osteggiato da Lucia Coppola (Europa Verde) e Filippo Degasperi (Onda Civica), il delegato della Lipu Trento, Sergio Merz, ha parlato di “una mozione piena di gigantesche fesserie. Di fatto – prosegue l’ambientalista – questo provvedimento porterebbe a un allargamento della pratica della falconeria in Trentino con la detenzione di qualsiasi tipo di rapace invece che le 7 specie previste dal regolamento provinciale. Dopo la soppressione del Comitato Faunistico, sostituito da un tavolo informativo mai convocato, dopo aver escluso la popolazione da qualsiasi confronto e decisioni, è stata proposta una ulteriore nefandezza”.
Secondo la Lipu la mozione non è altro che l’ennesimo tentativo di aggirare la legge che tutela della specie selvatiche. “Le limitazioni – ricorda la Lipu – che erano state approvate nel 2003 non erano nate per caso, ma erano state frutto di attenta valutazione in quanto senza un regolamento adeguato la cosa stava sfuggendo di mano. Da notare che in Trentino non è prevista per legge la caccia con il falco, cosa che sembra il consigliere Cavada non sapere, a meno che non si voglia introdurre anche questa”.
L’associazione inoltre ritiene questa pratica “altamente diseducativa in quanto si presenta il rapace come un animale addestrato che ubbidisce agli ordini di un padrone. Questi uccelli stanno per ore e giorni legati a un cippo o in voliera, vengono tenuti a dieta perché se troppo alimentati poi non fanno gli esercizi e scappano. Inoltre, se è vero che i rapaci da falconeria provengono da allevamenti, una parte considerevole arriva dal bracconaggio ai nidi fatto anche da allevatori, che poi registrano i nidiacei rubati, come nati nei loro allevamenti”.
Da quando la Lipu e altre associazioni ambientaliste controllano a vista i nidi di determinate specie di rapaci per evitare il furto dei piccoli, alcune popolazioni (esempio che vale per le Aquile di Bonelli) che erano state portate al limite dell’estinzione ora stanno superando la fase critica. “Le motivazioni addotte da Cavada per cambiare lo status quo delle norme provinciali, sono una marea di fesserie che non trova alcuna giustificazione se non quella di accontentare i falconieri o chi vuole tenersi un falco in salotto”.
Merz esprime forti dubbi anche laddove il consigliere leghista sostiene che la falconeria serva per contenere colombi, aironi, e cormorani: “Cosa pensa di fare con i colombi, spostarli da una zona all’altra, farli predare dai falchi (quanti ce ne vogliono) e se durante questa meravigliosa attività i falchi predano rondini o rondoni o altre specie protette? Si tratterebbe di bracconaggio, con mezzi non consentiti a specie protette. Stessa cosa un’eventuale introduzione della caccia con il falco che non è selettivo, può predare specie non cacciabili e protette”.
Da qui la forte presa di posizione della Lipu che invita tutte le associazioni ambientaliste alla mobilitazione in vista delle Provinciali del 2023: “Basta essere puristi e non schierarsi, oramai ci giochiamo tutto nel 2023, l’ultima spiaggia per la tutela ambientale e per riparare ai danni che stanno facendo la Giunta leghista. Mandiamo a casa questi personaggi che stanno distruggendo il Trentino dal punto di vista naturalistico e a maggior ragione non sono adatti a far fronte alle emergenze ambientali come i cambiamenti climatici e la transizione ecologica”.

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