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Trento
27 giugno | 15:39

Falconeria, via libera all'allevamento di aquile reali, gufi, falchi, sparvieri e si parla di ''conservazione della biodiversità''. Failoni: ''Nuove opportunità di rispetto della natura''

Sembra un paradosso ma promuovere una pratica totalmente antropocentrica dove l'uomo trasforma un animale selvatico in strumento di intrattenimento e spettacolo per la Giunta Fugatti passa per ''opportunità formativa e di sensibilizzazione alla natura''. Una triste idea della ''conservazione della biodiversità''. Ma tant'è e allora ecco cosa prevede il regolamento: ''L'autorizzazione può consentire la detenzione di un numero massimo di venti esemplari per persona''

TRENTO. ''Una pratica antica che può offrire nuove opportunità formative, di sensibilizzazione e di rispetto per la natura''. L'ha definita così l'assessore al turismo, caccia e pesca Roberto Failoni la falconeria antica pratica venatoria basata sull'uso di falchi o altri uccelli rapaci per catturare prede, solitamente altri uccelli. E la Pat aggiunge nel suo comunicato ufficiale, dove si esulta per  il via libera al nuovo regolamento in materia, che è tradizione viva ''capace di valorizzare la conservazione della biodiversità e il rispetto per gli animali''. Ovviamente si tratta di specchietti per le allodole, tanto per rimanere in tema, perché dal punto di vista formativo l'unica lezione che impartisce una pratica del genere è quella vecchia e superata visione antropocentrica per la quale l'animale selvatico viene 'domato' dall'uomo e trasformato in strumento di intrattenimento e spettacolo.

 

Una triste idea della ''conservazione della biodiversità'' che mostra anche il tipo di sensibilità che ha la Giunta Fugatti verso questi temi: roba da orsi ballerini o animali da ''salvare'' mettendoli negli zoo. Ma tant'è. Il titolare della delega alla gestione della fauna selvatica, Failoni, evidenzia come la modifica del regolamento rappresenti il riordino della normativa risalente al 1991, con un focus sulle specie autoctone. In questo modo, si superano problematiche legate all’acquisto di animali fuori dal territorio Trentino. Sarà necessario il rispetto di precise condizioni per evitare rischi di introduzione in natura di esemplari allevati. Sì, perché tutti gli animali che le norme internazionali, nazionali e locali autorizzano a detenere, devono provenire da allevamenti a loro volta autorizzati.

Nello specifico, può essere autorizzato l'allevamento di rapaci idonei all'esercizio della falconeria delle seguenti specie: aquila reale (Aquila chrysaetos), gheppio (Falco tinnunculus), gufo reale (Bubo bubo), gufo comune (Asio otus), falco pellegrino (Falco peregrinus), lanario (Falco biarmicus), falco lodolaio (Falco subbuteo), nibbio bruno (Milvus migrans) smeriglio (Falco colombarius), sparviere (Accipiter nisus), ed astore (Accipiter gentilis). L'autorizzazione può consentire la detenzione di un numero massimo di venti esemplari per persona; ogni esemplare detenuto dovrà essere munito di certificato d'origine. Merita sottolinearlo nuovamente, anche gli esemplari di queste specie devono provenire da allevamenti autorizzati. Infatti, il prelievo - così come la distruzione - di nidi, uova e nidiacei è un reato

 

Insomma via libera anche a questo mercimonio perché, prosegue ancora la Provincia nel suo comunicato, ''la falconeria - che ha ricevuto il riconoscimento Unesco - esprime un legame profondo tra uomo e ambiente''. ''Questa pratica offre anche nuove possibilità didattiche e formative, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e diventando un ponte tra passato e presente''. “Con questa modifica – spiega l’assessore Failoni – riconosciamo il valore culturale e ambientale della falconeria, una pratica antica che può offrire nuove opportunità formative, di sensibilizzazione e di rispetto per la natura. È un passo importante per colmare un ritardo normativo rispetto ad altre regioni e alla Provincia autonoma di Bolzano e valorizzare una tradizione che unisce cultura, storia e sostenibilità, nel rispetto delle convenzioni internazionali e delle normative europee”. Già nella passata legislatura era stata riconosciuta la necessità di rivedere la normativa sulla falconeria: nel 2021 la Giunta si era impegnata a modificare la regolamentazione vigente, dopo l’approvazione di una mozione ad hoc in consiglio provinciale.

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