“Presentato esposto alla Procura per gli sversamenti nel Leno: il torrente ha cambiato volto e oggi è ‘sterilizzato’ da 150mila metri cubi di fango e limo”
La consigliera comunale di Rinascita Rovereto Gloria Canestrini ha annunciato questa mattina, 24 giugno, insieme al consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Rovereto: “Il Leno ha cambiato completamente la sua morfologia, con probabili ricadute anche verso il lago di San Colombano”

ROVERETO. “Abbiamo voluto presentare la situazione disastrosa del Leno, come ribadito sia dalla sottoscritta che dal consigliere Degasperi: nel Leno sono stati sversati 150mila metri cubi di fanghiglia e oggi si parla ormai di un torrente ‘sterilizzato’”. Così la consigliera comunale di Rinascita Rovereto Gloria Canestrini, insieme al consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi, dopo l’intervento di questa mattina, giovedì 23 giugno, in cui è stato annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Rovereto per la vicenda relativa allo sversamento di fango e limo nel torrente.
“L’esposto riguarda sia l’attività diretta di smaltimento – specifica Canestrini – che le omissioni di controllo durante le operazioni stesse”. I fatti risalgono a qualche anno fa, al 2018 per la precisione. “Tutto nasce dalla decisione del concessionario che gestisce la diga del lago della Busa in Vallarsa di procedere allo svuotamento dell'invaso non ‘dall’alto’, come previsto, ma semplicemente ‘stappandolo’” spiega Degasperi, che sul tema aveva già presentato un’interrogazione in Consiglio (Qui Articolo). “Sono usciti in tutto circa 150mila metri cubi di sedimenti e limo che andrebbero trattati di fatto come sedimenti speciali, la cui composizione non è scontato sia ecologicamente compatibile”.

“Con circa 400 viaggi di camion – sottolineano Canestrini e Degasperi – è partita la rimozione del materiale. I lavori si sono interrotti in autunno quando una piena novembrina ha riempito il lago. A quel punto Agsm, adducendo (ma solo a posteriori) il rischio di danni per i propri impianti ha deciso di aprire lo scarico di fondo dal quale sono fuoriusciti 80/90mila metri cubi di limo che hanno intorbidito il Leno per settimane”. Lo sversamento si sarebbe ripetuto poi in misura leggermente minore (si parla comunque di 60/70mila metri cubi di materiale) all’inizio della primavera 2019 in occasione di un’altra piena.





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