Riapertura discarica di Imèr: “Una decisione che calpesta la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”
A parlare sono i gruppi di minoranza dei Comuni interessati (Imèr, Mezzano e Primiero San Martino di Castrozza): “A Imèr ci sembra di poter dire che la misura è colma, anche se per i tecnici dell'Agenzia per l'Ambiente 'ce ne stanno altri 30mila metri cubi'”
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IMÈR. Mentre la discarica di Ischia Podetti si sta esaurendo, in attesa del nuovo impianto la Provincia ha deciso di riaprire i centri di raccolta di Monclassico e Imèr, ma i cittadini non ci stanno e le minoranze dei Comuni di Imèr, Mezzano e Primiero San Martino di Castrozza bocciano la riapertura dell'impianto. Dopo l'intervento degli scorsi giorni del consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia sulla questione (Qui Articolo), ora infatti i capigruppo delle minoranze Daniele Gubert, Viviana Zortea e Roberto Pezzato ribadiscono di sostenere la “battaglia del Comitato 'No discarica di Imèr – Salute e futuro per Primiero'”.
“'Non nel mio giardino'. Ai visitatori casuali, quali spesso sono i rappresentanti delle istituzioni provinciali a Primiero – scrivono i tre – questo potrebbe apparire il classico messaggio che arriva dalla frazione Masi di Imèr, dove si vuole rimettere in esercizio una discarica di rifiuti urbani che tutti davano ormai per morta e dove gli abitanti non sono affatto d'accordo”. A Imèr infatti, dicono i consiglieri: “Ci sembra di poter dire che la misura è colma, anche se per i tecnici dell'Agenzia per l'Ambiente 'ce ne stanno altri 30mila metri cubi'”.
Gubert, Zortea e Pezzato parlano di “odori nauseabondi impressi nella memoria olfattiva di una generazione” di “'rifiuti talmente speciali' da sconsigliare per sempre il carotaggio” nell'area, di inquinamento ambientale nei dintorni della discarica e dei disagi causati dal continuo passare di camion e dal “lavoro ininterrotto delle pale meccaniche impegnate nella cosiddetta coltivazione”. Le amministrazioni comunali, comprensoriali e provinciali: “Si sono susseguite recitando tutte ossessivamente lo stesso rosario – sottolineano i tre -: durerà ancora poco, maschereremo l'impianto con un 'muro verde', copriremo di terra, non c'è pericolo per la salute, sarete lautamente ricompensati”.
Dopo che il doloroso capitolo 'discarica' sembrava finalmente chiuso per il piccolo borgo del fondovalle di Primiero, raccontano i consiglieri: “Oggi i tecnici ci dicono che l'autorizzazione ambientale all'esercizio della discarica era solo 'sospesa': così di può ripartire domani, a Provincia piacendo, con i rifiuti dei Comuni della Valsugana, bassa e alta. Davvero una bella fregatura, che calpesta e fa strame non solo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma anche dei patti di solidarietà tra autonomie territoriali”.
“I gruppi consigliari di minoranza dei comuni di Imèr, Mezzano e Primiero San Martino di Castrozza – concludono i tre – sostengono convintamente la battaglia del Comitato 'No discarica di Imèr – Salute e futuro per Primiero' che, come gli abitanti di quel piccolo villaggio gallico in Armorica salito agli onori delle cronache, hanno esaurito generosità e pazienza di fronte ad una pianificazione tristemente inefficace fatta sopra le loro teste ed interlocutori politico – istituzionali dolosamente inadempienti e 'invadenti'”.












