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| 05 ott 2021 | 19:22

Troppi veicoli truccati sui passi delle Dolomiti: “Con il turismo mordi e fuggi le comunità locali perdendo la loro identità”, la denuncia di Mountain Wilderness

La proposta per limitare il traffico sui passi delle Dolomiti, Mountain Wilderness chiede l’accesso a fasce orarie, differenziate per tipologia di veicolo: Paesi che vivono solo in funzione della stagione turistica e si chiudono in letargo durante la bassa stagione e perdono la loro identità”

Troppi veicoli truccati sui passi delle Dolomiti: “Con il turismo mordi e fuggi le comunità locali perdendo la loro
Foto d'archivio
di T.G.

TRENTO. Il tema delle montagne prese d’assalto continua a far discutere, la politica infatti non sembra in grado di regolamentare il costante flusso di turisti verso le vette alpine che spesso si trasformano, almeno stando alla denuncia di molte associazioni ambientaliste, in una sorta di parco giochi.

 

Fra queste realtà, Mountain Wilderness, sottolinea come la crescita culturale non sia stata veloce quanto quella economica, in questo modo si è contribuito a creare quello che viene definito “turismo mordi e fuggi”. “Le comunità locali che vivono solo di turismo – spiega l’associazione – perdendo la loro identità. Paesi che vivono solo in funzione della stagione turistica e si chiudono in letargo durante la bassa stagione”.

 

In particolare Nicola Pech di Mountain Wilderness punta il dito contro alcune dichiarazioni dell’assessore altoatesino alla mobilità Daniel Alfreider. L’assessore infatti, ha detto che sui Passi dolomitici sono stati installati quattro fonometri per avere in quadro completo sui rumori legati al traffico. Allo stesso tempo però ha fatto sapere che non saranno adottate delle restrizioni al traffico (come invece è avvenuto a Braies) perché per il Codice della strada va garantita la libera circolazione dei mezzi.

 

Il problema del rumore – afferma Pech – deriva prevalentemente dai veicoli truccati che non dovrebbero neppure circolare, perché non rispettano il Codice della strada. Dunque il Codice della strada, nominato dall’assessore quale limite invalicabile per la chiusura delle strade dei Passi, è in realtà uno strumento che, se applicato, già permette di effettuare i controlli e limitare fortemente i problemi del rumore, degli eccessi di velocità e del parcheggio incontrollato”.

 

L’associazione ambientalista accoglie comunque favorevolmente il progetto che riguarda il monitoraggio dei flussi di traffico sulle strade dei passi, sulla base dei quali si dovrebbe elaborare una strategia per la gestione della mobilità. “Un’iniziativa lodevole dell’Amministrazione provinciale – il commento – tuttavia ne vedremo forse gli effetti positivi tra alcuni anni. Nel frattempo – incalza Pech – perché non migliorare la situazione semplicemente dotando i Comuni del personale necessario per far rispettare i limiti di velocità, di rumore, e i divieti di sosta?”

 

A tal proposito Mountain Wilderness ricorda di aver presentato una proposta che, pur non prevedendo divieti, introduceva una regolamentazione del traffico a fasce orarie sui passi Dolomitici, differenziata in base del tipo di veicolo (auto, moto, camper e roulotte, bus): “Ricordiamo all’Assessore che rimaniamo a disposizione per collaborare concretamente al miglioramento dell’insostenibile situazione del traffico sulle strade dei Passi”.

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