Vendemmia al via per Ferrari Trento, Lunelli: ''Ci aspettiamo uve di qualità nonostante l'andamento climatico complicato''
Il rallentamento nello sviluppo dei grappoli causato dall’andamento climatico di luglio è stato parzialmente recuperato grazie alle elevate temperature di agosto, ben mitigate per Ferrari dall’altitudine dei vigneti, che assicura sempre una buona escursione termica tra il giorno e la notte

TRENTO. “Ci aspettiamo uve di qualità, nonostante un andamento climatico complicato; ancora una volta l’intuizione di Giulio Ferrari di portare lo Chardonnay nel suo Trentino e la volontà dell’azienda di privilegiare vigneti in quota, si dimostrano una scelta vincente per la produzione di Trentodoc d’eccellenza e di grande longevità”. Con queste parole Marcello Lunelli, enologo e vicepresidente di Ferrari Trento, commenta il via ufficiale alla vendemmia della sua cantina in un’annata che si prospetta di qualità grazie all’importante lavoro in vigna e alla scelta di privilegiare una viticoltura di montagna.
Si parte, quindi, oggi, 26 agosto, stessa data del 2019 e circa una decina di giorni più tardi rispetto al 2020, in seguito a un andamento climatico variegato. Mentre il germogliamento della vite è iniziato i primi giorni di aprile, in linea con le precedenti annate, il clima freddo e piovoso primaverile ha portato a un rallentamento vegetativo di quindici giorni. Dopo un giugno stabile e soleggiato, la grandine di luglio ha richiesto un paziente lavoro dei viticoltori nella selezione degli acini colpiti e una grande attenzione per evitare attacchi di parassiti.

Il rallentamento nello sviluppo dei grappoli causato dall’andamento climatico di luglio è stato infine parzialmente recuperato grazie alle elevate temperature di agosto, ben mitigate per Ferrari dall’altitudine dei vigneti, che assicura sempre una buona escursione termica tra il giorno e la notte, importantissima per regalare acidità e aromaticità alle uve. Queste condizioni hanno portato a decidere di iniziare la vendemmia a fine agosto, partendo dai vigneti di Chardonnay più a bassa quota per poi salire alle vigne più alte di Chardonnay e di Pinot Nero.
La raccolta viene svolta, come di consueto, esclusivamente a mano, permettendo una ulteriore selezione delle uve, ultimo passaggio del lavoro in vigna portato avanti nel corso di tutta la stagione e che necessita di una grande meticolosità visto anche la coltivazione con metodi sostenibili. I vigneti di proprietà Ferrari sono infatti certificati biologici dal 2017, mentre gli oltre 600 conferenti seguono il protocollo “Il Vigneto Ferrari per una viticoltura di montagna salubre e sostenibile”, assicurando criteri di coltivazione che rispettano il terreno e chi vi lavora.














