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| 08 lug 2022 | 13:13

Allarme incendi, "Quest'estate rischia di essere la più torrida". L'allarme di Pefc: "A causa di siccità e temperature record a giugno 2022 numeri più alti rispetto al 2021"

Secondo l'ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste negli ultimi 7 anni si sono registrate le temperature più elevate di sempre. Quest’anno il periodo critico per i boschi italiani è cominciato già a giugno: "Non si tratta più di essere pessimisti, ma realisti. Prima causa dell’emergenza? Il riscaldamento globale, come dimostrato dalla tragedia della Marmolada"

Allarme incendi, "Quest'estate rischia di essere la più torrida"
A sx foto d'archivio
di Francesca Avi

TRENTO. L'estate 2022 rischia di essere la peggiore sul fronte incendi.  Negli ultimi sette anni si sono registrate le temperature più elevate di sempre sul nostro pianeta e quella del 2021 è stata l'estate più torrida per l'Europa. E' questo l'allarme lanciato dal Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, l'ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste sulla base dei dati forniti dal Copernicus Climate Change Service. 

 

"Non si tratta più di essere pessimisti, ma semplicemente realisti - afferma il Pefc Italia - la prima causa dell’emergenza è il riscaldamento globale, come ci ha dimostrato la tragedia avvenuta sul ghiacciaio della Marmolada".

 

Come dimostra la situazione della Capitale, di recente accerchiata dalle fiamme, prosegue, quest’anno il periodo critico per i boschi italiani è cominciato già a giugno. È necessario mettere in pratica adeguate strategie di prevenzione, per  non mandare in fumo ettari ed ettari di verde, subendo anche danni sociali ed economici incalcolabili".

 

 

Nel corso del 2021 secondo l'analisi preliminare delle misurazioni satellitari le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno continuato ad aumentare, con i livelli di anidride carbonica (CO2) che "raggiungono un record globale annuale medio di colonna di circa 414 ppm, e il metano (CH4) di circa 1876 ppb", conferma il Copernicus Climate Change Service.

 

 

"Le conseguenze drammatiche erano prevedibili - sostiene Pefc -  record europeo di temperatura (48,8 gradi in Sicilia nell’agosto 2021) e incendi intensi e prolungati, favoriti dalla siccità. I fenomeni estremi non avvengono più solo in luglio e agosto, ma ormai da giugno a ottobre".

 

Più di 140 mila gli ettari bruciati nel 2017 (in 781 incendi) e più di 150 mila lo scorso anno (in 659 incendi). Le temperature sono sempre più elevate e con l’annuncio dell’allarme siccità si teme il peggio per la stagione 2022: "Le statistiche degli incendi in Italia nel mese di giugno 2022 sono già più alte di quelle del giugno 2021".

 

Migliaia sono gli ettari di bosco a rischio, il Pefc avvisa: "Di fronte alla siccità e alle temperature record, il  modo più efficace di limitare le emergenze ambientali è la prevenzione attraverso la gestione attiva".

 

Il Trentino Alto-Adige si conferma capofila, in quanto regione con la superficie forestale certificata più estesa con 556.147,9 ettari, considerando quelli curati dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano, le aree gestite dal Consorzio dei Comuni Trentini e dalla Magnifica Comunità di Fiemme nella provincia di Trento.

 

La prevenzione è la prima arma per salvare il patrimonio boschivo e limitare esborsi economici molto maggiori: "È stato calcolato, infatti, che spegnere un incendio costa fino a 8 volte più che prevenirlo. Eppure nel nostro Paese la gestione attiva e il monitoraggio del patrimonio forestale, da sempre sostenuti da noi come strategie fondamentali (responsabilità tanto dell’amministrazione pubblica quanto dei proprietari privati), sono finanziate e messe in pratica ancora in modo insufficiente".

 

Tra le azioni necessarie a prevenire gli incendi, viene ribadita per esempio la programmazione nel taglio degli alberi (che facilita la crescita degli alberi più giovani e riduce quelli malati e secchi, molto più a rischio d’incendio) e la pulizia del sottobosco nelle aree a maggior rischio. Importante l’adeguato smaltimento dei rifiuti, pericolosi per la salute nel caso in cui prendessero fuoco.

 

"Mentre la pioggia continua a farsi aspettare e la siccità mette in ginocchio tanto il Nord quanto il Sud - commenta Francesco Dellagiacoma, presidente del Pefc Italia - proprio come lo stress idrico deve essere prevenuto e combattuto, così soltanto disponendo il massimo delle energie nella prevenzione degli incendi si potrà ridurre la probabilità, purtroppo molto alta, di passare le estati a spegnere incendi con la stessa acqua che dovremmo, invece, utilizzare per irrigare i campi".

 

Vanno tenuti sotto controllo e smaltiti adeguatamente anche i rifiuti abbandonati in prossimità delle aree boschive urbane e periurbane, molto pericolosi per la salute nel caso in cui prendessero fuoco.

 

Fondamentale è poi la creazione di punti d’acqua e la presenza di una viabilità forestale che permetta ai vigili del fuoco interventi rapidi e con attrezzatura adeguata in caso d’incendio. 

 

 

 

Da tenere a mente le norme basilari di sicurezza per evitare incendi di natura colposa: "È sempre vietato - ricorda Pefc - accendere fuochi al di fuori delle aree predisposte, e bisogna evitare di farlo in ogni caso se il vento è forte, perché braci e scintille potrebbero sollevarsi e dare fuoco alla vegetazione, non fumare e non usare  fiammiferi, riportando sempre tutto a casa e smaltendo correttamente ogni rifiuto".

 

In caso di incendio, chiamare immediatamente i vigili del fuoco (115) o le autorità preposte a livello locale e allontanarsi in fretta.

 

Da non sottovalutare il coinvolgimento dei singoli cittadini nelle campagne di sensibilizzazione, sottolinea l'ente, che spieghino il legame tra benessere e difesa delle foreste: "I boschi non soltanto tutelano l’equilibrio idrogeologico e producono ossigeno, ma immagazzinano grandi quantità di CO2 mitigando il surriscaldamento atmosferico; allo stesso modo, però, la rilasciano nel momento in cui vanno a  fuoco".

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