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Cavallette in Sardegna, bostrico e zecche in Trentino Alto Adige, il coleottero giapponese in Piemonte e Lombardia. Coldiretti lancia l'allarme e accusa l'Ue

Il presidente dell'associazione del Trentino Alto Adige spiega che quella del bostrico è una vera e proprio pandemia che rischia di ''determinare una 'nuova Vaia' facendo strage di alberi". Ma il punto sulla situazione nazionale è drammatico. Milioni di cavallette in Sardegna hanno già devastato quasi 40mila ettari di territorio fra Nuoro, Sassari e Oristano ma stanno colpendo anche in Emilia Romagna e la Popillia japonica sta registrando un aumento del 10% in Lomabrdia

Di Luca Pianesi - 23 giugno 2022 - 12:30

TRENTO. In Trentino Alto Adige c'è una vera e propria pandemia che sta colpendo i boschi e si chiama bostrico. La notizia è stata approfondita negli scorsi giorni da il Dolomiti e oggi arriva l'allarme anche di Coldiretti che fa il punto sullo situazione generale italiana che si presenta davvero critica.

 

''Con le alte temperature estive che si spingono oltre i 40 gradi - spiega Coldiretti nazionale - è boom di insetti in campi, frutteti, orti e giardini con sciami di cavallette, cimici asiatiche, coleotteri giapponesi, ragni, afidi e forficule che danneggiano la frutta, le foglie, le piante e il mais già colpite dalla grave siccità in un momento in cui l’Italia ha necessità di sfruttare tutto il suo potenziale produttivo alimentare per fare fronte agli effetti sui prezzi e sui mercati della guerra in Ucraina''.

 

Insomma la natura si sta ribellando con tutta la sua forza ai tentativi di ''controllo'' e ''gestione'' degli esseri umani e il quadro che emerge dal monitoraggio di quella che è la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana è davvero allarmante dal Piemonte alla Sardegna, dalla Lombardia al Veneto fino all’Emilia Romagna e al Trentino Alto Adige con danni alle produzioni e problemi per le persone.

 

"La fascia delle Alpi che coinvolge la nostra regione, oltre a Veneto e Friuli Venezia Giulia è alle prese – rileva il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi- con la rapida avanzata del parassita killer del legno, l’Ips typographus, il Bostrico Tipografico che infetta gli abeti indeboliti dagli effetti dei cambiamenti climatici. Si tratta – spiega Barbacovi – di una vera e propria pandemia delle piante che prende forza mano a mano che si alzano le temperature con l’insetto “mangia tronchi” che esce allo scoperto facendo strage di alberi". 

 

I maschi del Bostrico – sottolinea Coldiretti Trentino Alto Adige - entrano sotto la corteccia delle piante e si accoppiano con le femmine che scavano nel legno gallerie lunghe fino a 15 centimetri, dove depongono in media ottanta uova dalle quali – riferisce Coldiretti Trentino Alto Adige – escono larve che, a loro volta, creano cunicoli di 5 o 6 centimetri per nutrirsi e crescere dando vita a una nuova generazione di assassini. Una volta che la popolazione si moltiplica e diventa aggressiva, il Bostrico lancia attacchi di massa che portano in breve tempo alla morte delle piante e rendono inutilizzabile il legno. "Si tratta di una problematica molto seria per le i nostri boschi che rischia di determinare una "nuova Vaia" facendo strage di alberi" aggiunge Barbacovi.

 

Ma se a nord si piange per il bostrico in altre zone dell'Italia sono le milioni di cavallette a rappresentare una vera piaga dell’estate 2022. Coldiretti spiega che non capita solo in Sardegna dove hanno già devastato quasi 40mila ettari di territorio fra Nuoro, Sassari e Oristano ma anche in Emilia Romagna dove nella zona di Forlì stanno danneggiando i raccolti di grano, ortaggi, foraggi, erba medica delle vallate del Bidente e del Savio. Da Ferrara a Ravenna le cimici asiatiche stanno attaccando i frutteti mentre più a nord in provincia di Piacenza ci sono i primi attacchi del ragnetto rosso alle coltivazioni di pomodoro

 

Il Piemonte è alle prese – evidenzia la Coldiretti – con l’invasione della Popillia japonica, il coleottero giapponese in grado di causare danni immensi a tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole di pieno campo e i rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite, il nocciolo e la soia. La presenza massiccia del famigerato insetto è segnalata in 86 i comuni della provincia di Alessandria e a Cigliano e Santhià, in provincia di Vercelli.

 

Per contrastarne la diffusione è in corso il posizionamento di tremila trappole “attract and kill”, con forma a ombrello con una rete impregnata di insetticida. Mentre nei boschi di Cuneo – evidenzia Coldiretti – è in atto una vera e propria invasione di zecche, veicolate dalla fauna selvatica. Zecche che si contano in enorme misura anche in Trentino. Si pensi che i casi di Tbe tra gli esseri umani sono stati già 11 in poche settimane quando la media in un anno era di 9,7 casi e nel vicino Alto Adige si conta solo 1 caso. In aumento su tutto il territorio del Piemonte le cimici, mentre è segnalata – spiega Coldiretti – anche la presenza massiccia di forficule, le cosiddette “forbicine” che danneggiano i frutti. 

 

In Lombardia – continua Coldiretti – anche la zona del Milanese è alle prese con il diffondersi della cimice asiatica e della Popillia japonica con un aumento del 10% della presenza del coleottero giapponese nella fascia ovest del capoluogo regionale mentre in provincia di Mantova ci sono danni su alberi da frutta per forficule e formiche, oltre ad un aumento generalizzato della presenza di mosche. In Veneto – spiega il monitoraggio della Coldiretti - il clima umido e le alte temperature hanno favorito l’aumento di afidi su ortaggi e frutta, oltre alla presenza di cimici asiatiche nelle colture del Veneziano in particolare su cetrioli, pomodori, mele e pere, mentre le farfalle notturne depongono uova e larve su foglie di verdura e barbabietola da zucchero danneggiando le piante.

 

Per effetto della globalizzazione dei commerci e per l’impatto dei cambiamenti climatici con il surriscaldamento delle temperature – spiega Coldiretti – l’Italia negli ultimi anni ha dovuto affrontare una vera e propria invasione di insetti e organismi alieni arrivati nelle campagne soprattutto con le piante ed i semi dall’estero che hanno causato oltre un miliardo di danni sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Basti pensare – continua la Coldiretti – al batterio della Xylella che arrivato con essenze importate dall’America Latina ha devastato gli oliveti del Salento in Puglia oppure la Cimice asiatica che danneggia i frutteti italiani come la Drosophila suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che attacca ciliegie, mirtilli e uva, oppure il cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme.

 

Sotto accusa per Coldiretti sarebbe il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che avrebbero lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Per l'associazione la colpa di quanto sta accadendo sarebbe di una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le opportune cautele. Ma è evidente che, in realtà, le ragioni di quel che sta accedendo sono molto più complesse di così. E' in atto uno stravolgimento del mondo per come lo abbiamo conosciuto per gran parte per colpa nostra.

 

L'Italia sta cambiando dal punto di vista climatico e va ripensato il rapporto uomo-natura in chiave moderna e non più con logiche da ventesimo secolo oggi insostenibili e guidate da visioni miopi e deleterie. L'Europa in questo senso può essere una solida alleata, anzi probabilmente l'unico orizzonte a cui guardare in una chiave sovra nazionale e non un ''nemico'' da additare. C'è bisogno di più condivisione e di visioni organiche di sviluppo. 

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