Consumo di suolo, in Trentino ogni 5 minuti vengono cementificati oltre 3 metri quadrati di terreno. Maglia nera al capoluogo
Nell’ultimo anno in Trentino-Alto Adige sono stati cementificati 88 ettari di terreno (oltre 125 campi da calcio). L’Ispra: “Nel 2021 il consumo di suolo non solo non rallenta ma riprende a correre con maggiore forza a un ritmo insostenibile”. Trento, Mori, Arco e Primiero San Martino di Castrozza sono i Comuni dove si è costruito di più

TRENTO. In Trentino ogni 5 minuti vengono cementificati 3,6 metri quadrati di terreno, questo quanto emerge dall’ultimo rapporto sul “Consumo di Suolo in Italia” redatto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente nell’edizione.
“Nel 2021 – afferma il presidente di Ispra Stefano Laporta – il consumo di suolo non solo non rallenta, ma riprende a correre con maggiore forza, superando la soglia dei 2 metri quadrati al secondo”. Un ritmo insostenibile dice Laporta dovuto anche all’assenza di interventi normativi efficaci e alla mancata definizione di un quadro di indirizzo omogeneo a livello nazionale.
Il monitoraggio di quest’anno conferma la criticità del consumo di suolo nelle zone periurbane e urbane, in cui si rileva quello che viene definito “un continuo e significativo incremento delle superfici artificiali, con una crescita della densità del costruito a scapito delle aree agricole e naturali”.
A questo si aggiungono le criticità delle aree attorno al sistema infrastrutturale con la crescente pressione dovuta alla richiesta di nuovi spazi per la logistica. Da un lato il report registra l’avanzare di fenomeni come la diffusione, la dispersione, la decentralizzazione urbana da un lato e, dall’altro, la forte spinta alla densificazione di aree urbane, che causa la perdita di superfici naturali all’interno delle città, “superfici preziose per assicurare l’adattamento ai cambiamenti climatici in corso”.
Per quanto riguarda i dati a livello regionale, nell’ultimo anno, in Trentino-Alto Adige sono stati consumati 88 ettari di terreno (oltre 125 campi da calcio). La provincia di Trento ha contribuito con 38 ettari mentre in quella di Bolzano sono stati cementificati 50 ettari, peraltro si tratta di dati peggiori rispetto a quelli del 2020.
Fra i Comuni trentini la maglia nera per gli ettari di suolo consumati va al capoluogo (4), seguono Mori, Arco (in parte legati alla prosecuzione dei cantieri per il vallo tomo) e Primiero San Martino di Castrozza (2). Un ettaro cementificato per Borgo d’Anaunia, Cles, Ala, Rovereto, Predaia e Baselga di Pinè. In Alto Adige la “classifica” è più equilibrata con 2 ettari di suolo consumati per Merano, San Lorenzo di Sebato, Naz-Sciaves, Brunico, Bolzano, Castelrotto, Bressanone, Varna ed Egna. Chiude Falzes con un ettaro.
A preoccupare però è anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, secondo gli esperti alcuni investimenti su infrastrutture e impianti di energia da fonti rinnovabili porteranno a un incremento delle superfici artificiali che pertanto dovrebbero essere auspicabilmente bilanciati da un equivalente ripristino e rinaturalizzazione di aree già impermeabilizzate.
“Il Governo – ricorda infine Laporta – si è impegnato ad approvare una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli obiettivi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana e limitazione del consumo dello stesso, sostenendo con misure positive il futuro dell’edilizia e la tutela e la valorizzazione dell’attività agricola”. Resterà da capire se questi intenti verranno perseguiti concretamente o, come troppo spesso accade, resteranno solo sulla carta.













