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| 30 apr 2022 | 18:24

“Continueremo a protestare fino a quando non smetterà di funzionare”, il corteo di Fridays for future contro la riapertura del cementificio di Sarche

Da Fridays for future chiamano in causa anche la Giunta leghista: “Ancora una volta la Provincia mette il profitto davanti alla salute delle persone, mentre allo stesso tempo tenta di far passare il territorio per una cartolina, con lo slogan canzonatorio ‘Respira, sei in Trentino’”

“Continueremo a protestare fino a quando non smetterà di funzionare”
di Tiziano Grottolo

MADRUZZO. “Continueremo a protestare fino a quando non smetterà di funzionare”, così gli attivisti trentini di Fridays for future contestano la riapertura del cementificio di Sarche. Lo scorso 20 aprile, durante la riaccensione del forno del cementificio, si era sviluppata una nube di fumo nero che si era levata dallo stabilimento, generando preoccupazione fra i cittadini.

 

La società Italcementi, che gestisce lo stabilimento, aveva spiegato che si era trattato “una anomalia impiantistica che ha causato una piccola nube di colore scuro, durata pochi minuti in un perimetro limitato”. Una spiegazione che però non aveva convinto gli attivisti che hanno protestato sia di fronte al palazzo della Provincia che davanti al cementificio.


Nella giornata di ieri, 29 aprile, gli attivisti hanno organizzato un corteo assieme alla popolazione della Valle dei Laghi che ha sfilato verso il Cementificio di Sarche per protestare contro la sua riaccensione. “Quanto avvenuto pochi giorni fa – sostengono gli attivisti – è solo un segnale di di quello che dovranno subire la Valle e i suoi abitanti se continuerà a funzionare”.


Da Fridays for future chiamano in causa anche la Giunta leghista che dal 2018 governa il Trentino. “Ancora una volta la Provincia mette il profitto davanti alla salute delle persone, mentre allo stesso tempo tenta di far passare il territorio per una cartolina, con lo slogan canzonatorio ‘Respira, sei in Trentino’”. Per la cronaca la stessa pubblicità era stata contesta anche dal Wwf.

 

“Ci siamo opposti alla riaccensione del cementificio, e continueremo a protestare fino a quando non smetterà di funzionare – concludono gli attivisti – perché siamo contro un modello di sviluppo senza fine che non si fa problemi ad avvelenare le valli, l’aria e l’acqua”.

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