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Crisi idrica, via libera di Trento e Bolzano all’aumento del flusso dell’Adige per il Veneto in difficoltà. Zaia: “Irrigazione colabrodo”

I maggiori operatori Alperia, Dolomiti Energia e Sf Energy garantiranno complessivamente 26 metri cubi al secondo in più di portata, con il via libera di Trento e Bolzano. L’aumento del flusso dell’Adige servirà per evitare la salinizzazione delle falde acquifere del Veneto. Il vicepresidente Tonina: “L’acqua caduta in questi giorni è troppo poca, vedremo come gestire le prossime settimane”

Di Tiziano Grottolo - 26 giugno 2022 - 06:01

TRENTO. “Invitiamo i cittadini a non sprecare acqua e a prestare attenzione al pericolo degli incendi”, così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia riporta l’attenzione sulla siccità che sta colpendo le regioni del Nord Italia. “Nel 2003 e nel 2017 abbiamo avuto situazioni anche peggiori, la reggimentazione degli invasi però è fondamentale ma quelli di montagna sono pieni di detriti”.

 

L’auspicio di Zaia, anche alla luce della cosiddetta “guerra dell’acqua” è quello che tramite i fondi del Pnrr si possa investire nella pulizia degli invasi di montagna e per fare in modo che l’agricoltura “utilizzi forme di canalizzazione non colabrodo perché c’è una dispersione di risorse paurosa”.

 

Nel frattempo il ministro all’Agricoltura del governo nazionale, Stefano Patuanelli, sta pensando di promulgare lo stato di calamità, sottolineando però che il problema non si risolverà con un semplice decreto perché serviranno interventi strutturali.

 

Una mano però arriva sia dal Trentino che dall’Alto Adige che hanno deciso di allentare un po’ la morsa sui “rubinetti” per garantire la continuità dell’approvvigionamento di acqua potabile in Veneto. Nei giorni scorsi infatti, in occasione della riunione dell’Osservatorio per gli utilizzi dell’acqua nel bacino idrografico delle Alpi Orientali, che coinvolge Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino e Alto Adige, è stato dichiarato il livello di emergenza idrica “Alto”. La situazione è particolarmente critica nei territori del bacino idrografico del Piave, dell’Isonzo e del Tagliamento.

 

In Alto Adige invece si mantiene il livello di allerta medio in vigore da fine aprile. Vista la situazione già ad aprile il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, aveva firmato un’ordinanza attraverso la quale si invitava a utilizzare la risorsa acqua in modo sostenibile e di limitandone i consumi al minimo indispensabile.

 

Grazie allo scioglimento delle ultime nevi e ad alcuni temporali che si sono verificati con cadenza settimanale regolare, la portata d’acqua dell’Adige a Trento non è scesa al di sotto del valore inferiore di riferimento di 140 metri cubi al secondo. Tuttavia, poiché non sono previsti temporali per il prossimo fine settimana e di solito non vi è alcun picco di produzione di elettricità dai grandi serbatoi d’acqua durante il fine settimana, lo scarico dell’acqua potrebbe scendere per la prima volta al di sotto del valore di riferimento. Ciò potrebbe portare a difficoltà nella produzione di acqua potabile nella provincia di Rovigo all’inizio della prossima settimana.

 

Per questa ragione si è deciso di modificare i programmi di produzione delle diverse centrali in modo tale da garantire portate costantemente più elevate anche nel fine settimana. I maggiori operatori Alperia, Dolomiti Energia e Sf Energy garantiranno complessivamente 26 metri cubi al secondo in più di portata, la metà dei quali sarà fornita dall’Alto Adige. Rientrano in tale scarico le centrali San Floriano (Sf-Energy, opera insieme al Trentino) ad Egna con 12 metri cubi al secondo, Lappago/Brunico (Alperia) e Santa Giustina/Mezzocorona (Dolomiti Energia) ciascuna con 7 metri cubi al secondo.

 

In altre parole durante il fine settimana le centrali di Santa Giustina e di San Floriano, che alimentano l’Adige, produrranno più energia elettrica di quella che solitamente è richiesta, rendendo così disponibili maggiori quantità di acqua, in modo da garantire una portata più elevata anche per i territori a valle della provincia di Trento. Tutto questo per garantire che il flusso dell’Adige nella zona della foce a Boara Pisani arrivi almeno a 80 metri cubi al secondo e quindi la penetrazione dell’acqua salata dal mare e la conseguente salinizzazione delle falde acquifere nella zona della foce dell’Adige possano essere evitate.

 

La solidarietà non può venir meno – commenta il vicepresidente e assessore all’ambiente della Pat Mario Tonina – abbiamo sempre detto che avremmo fatto il possibile. Ora faremo a metà con Bolzano per aumentare la portata del fiume Adige così durante questo fine settimana potremo dare un po’ di sollievo alle aree maggiormente colpite dalla siccità. Purtroppo – osserva Tonina – l’acqua caduta in questi giorni è ancora troppo poca e questo è un problema, vedremo come gestire le prossime settimane”.

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