Da Civezzano al Portogallo per studiare i lupi: “La convivenza è possibile ma bisogna impegnarsi anche per sostenere allevatori e pastori”
La 22enne di Civezzano Anna Pacher si trova in Portogallo per approfondire le sue conoscenze sui lupi, che saranno utili anche per studiare i grandi carnivori trentini: “Sono convinta che si possa raggiungere una convivenza fra uomo e lupo, d’altra parte il lupo è un animale politico ci sono molti interessi che ruotano attorno a questa specie”

CIVEZZANO. Il tema della convivenza fra lupi e attività umane è da sempre molto dibattuto. In Trenino, nel corso degli ultimi anni, si è assistito al naturale ritorno di questi grandi carnivori. Stando agli ultimi dati diffusi dalla Provincia sono almeno 17 i branchi con un home range che almeno in parte interessa il territorio trentino, ma con ogni probabilità questo numero è già aumentato.
Allo stesso modo con il ritorno del lupo e di conseguenza dei contrasti con le attività umane, legati soprattutto alle predazioni sul bestiame domestico, si stanno cercando nuove soluzioni per trovare un equilibrio. In Veneto per esempio si sta testando uno speciale collare Gps per avvisare i pastori quando i lupi si avvicinano.
Per trovare nuove soluzioni però servono investimenti e soprattutto qualcuno che le pensi. Per questo fortunatamente ci sono studiosi ed esperti e la 22enne di Civezzano Anna Pacher si sta preparando a diventarlo. La giovane trentina infatti sta seguendo un corso di laurea in scienze e tecnologie per l’ambiente Padova ma attualmente si trova in erasmus in Portogallo dove sta frequentando alcuni corsi di biologia. “Sono arrivata ad Aveiro in Portogallo seguendo un ricercatore che si occupa di studiare il rapporto fra uomo e lupo, con un’attenzione particolare per la convivenza”.
La passione per i lupi è nata un poco alla volta. “Inizialmente avevo scelto di fare scienze ambientali per le tematiche dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Volevo fare la mia parte – spiega Pacher – e per farlo mi serviva conoscere. Poi affrontando uno dei corsi più importanti sulla biologia animale, la materia che più mi ha interessata, è nata la mia passione per lo studio del comportamento animale”.
La giovane 22enne peraltro ha sicuramente una notevole dimestichezza con la montagna, con la famiglia infatti gestisce un rifugio in val di Fiemme. “Essendo trentina il lupo mi ha sempre interessato ma è un argomento che riguarda direttamente pure la mia famiglia, uno zio è allevatore mentre mio fratello ha un’azienda agricola”.
Ad ogni modo Pacher ha realizzato anche un questionario (QUI per compilarlo) per proseguire le sue ricerche sul tema dei grandi carnivori. “Raccolgo dati per analizzare il rapporto con l’uomo, l’obiettivo è quello di avere una fotografia per capire come per le persone percepiscono il lupo e come reagiscono alla sua presenza”. I risultati della ricerca saranno poi pubblicati e diventeranno anche parte della tesi di laurea della 22enen trentina.
“In Trentino ci sono molte persone che sono coinvolte direttamente dalla presenza del lupo – sottolinea Pacher – persone che hanno dovuto cambiare il loro stile di vita e investire nel lavoro più tempo e risorse. Ciononostante sono convinta che si possa raggiungere una convivenza fra uomo e lupo. È normale che al momento sia complicata perché per il Trentino è una situazione nuova ma credo che con il tempo si possa raggiungere. D’altra parte il lupo è un animale politico ci sono molti interessi che ruotano attorno a questa specie”. Fra le soluzioni proposte dalla 22enne quella di sostenere maggiormente allevatori e pastori anche economicamente: “Se loro fanno un sacrificio andando a modificare il modo di lavorare, noi come cittadini abbiamo l’obbligo morale di acquistare più di quanto facevamo prima i loro prodotti, anche accettando di pagare qualcosa in più per riconoscere questo sforzo”.




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