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In Trentino gli orsi rimangono stabili e aumentano i branchi di lupi: 9 in più rispetto al 2020. La Pat: “I danni crescono in modo proporzionato”

Aumentano gli orsi (di poco) e pure i lupi (+53%) che vivono in Trentino: cresce l’areale delle femmine che arriva fino all’Alto Garda e la Val di Ledro, la sinistra orografica della bassa Val di Sole e l’alta Val di Non. Inoltre arriva la prima segnalazione relativa a un’orsa accompagnata dai cuccioli al di fuori del territorio provinciale. Ecco tutti i numeri del “Rapporto grandi carnivori 2021”

Di Tiziano Grottolo - 18 maggio 2022 - 18:20

TRENTO. Dopo gli annunci delle scorse settimane è stato finalmente pubblicato il “Rapporto grandi carnivori 2021”. Ad annunciarlo la Provincia attraverso un comunicato ufficiale anche se, a differenza degli anni scorsi, non si è tenuta nemmeno una conferenza stampa dove sarebbe stato possibile approfondire alcuni aspetti e sottoporre ad alcune domande l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli. È vero, questi sono i giorni del concerto di Vasco Rossi ma un po’ di tempo per una questione dirimente che interessa il territorio Trentino lo si sarebbe potuto trovare.

 

Ad ogni modo, i tecnici della Provincia hanno monitorato la presenza dei grandi carnivori in Trentino. Per quanto riguarda gli orsi si stima che ce ne siano circa 100 esemplari, compresi i cuccioli, mentre il numero certo (di quelli presenti nel 2021) si ferma a 69. I nuovi nati dello scorso anno sono stati tra 12 e 14. Rispetto al 2019 si è registrato un incremento dovuto essenzialmente alla ventina di cucciolate registrate tra il 2020 e il 2021 e ai buoni tassi di sopravvivenza che si registrano, va detto che comunque il numero è lo stesso del 2020.

 

L’areale occupato dalle femmine risulta in aumento, e questo è forse il dato più significativo per quanto concerne l’orso, mentre i singoli giovani maschi in dispersione sono stati segnalati fino in Piemonte, nelle zone di confine tra Tirolo e Baviera e in Friuli Venezia Giulia. Considerando anche gli spostamenti più lunghi effettuati dai giovani maschi, in base ai dati acquisiti, la popolazione di orso delle Alpi centrali si è distribuita nel 2021 su un’area teorica di 30.550 chilometri quadrati. Il territorio stabilmente occupato dalle femmine rimane assai più contenuto (2.039 chilometri quadrati) ma come già specificato in aumento rispetto al 2019.

 

 

“Il dato – spiegano gli esperti – conferma il trend di lenta ma costante espansione delle femmine registrato negli ultimi anni, con l’ormai stabile presenza di esemplari femmina in aree di recente colonizzazione come sono l’Alto Garda e la Val di Ledro, la sinistra orografica della bassa Val di Sole e l’alta Val di Non”. Inoltre, per la prima volta (eccezion fatta per la breve escursione che Jurka con i cuccioli ha effettuato in alta val Camonica nel 2006) è arrivata una segnalazione relativa a una femmina accompagnata da prole al di fuori del territorio provinciale.

 

Discorso diverso per quanto riguarda la popolazione di lupi che è data in “significativo aumento”, pari al 53%. Il monitoraggio del lupo è iniziato con il ritorno naturale del primo soggetto rilevato sul territorio provinciale nel 2010, dopo la scomparsa che era avvenuta verso la metà del XIX secolo. Se nel 2020 i branchi segnalati sul territorio provinciale erano stati 17, nel 2021 il numero è salito a 26. La maggioranza di questi nuclei famigliari (15) ha un areale che interessa in misura più o meno significativa, anche nei territori limitrofi di Veneto, Alto Adige e Lombardia. Più del dettaglio sono 20 i branchi che gravitano nel Trentino orientale e 6 in quello occidentale.

 

Nel 2021 è inoltre stato rilevato un ulteriore, possibile, nuovo branco nell‘area della media val di Fiemme. Il dato non è però stato confermato/accertato, mentre la presenza di altri singoli esemplari di lupo è stata documentata anche in altre aree della provincia. Per 20 branchi è stato possibile accertare l’avvenuta riproduzione nel 2021.

 

Gli sciacalli dorati sono presenti in Trentino dal 2012, nel quadro della progressiva colonizzazione di gran parte dell’arco alpino da parte della specie. Nel 2021 la presenza degli sciacalli dorati appare ancora assolutamente sporadica, ma è stato possibile accertare la seconda riproduzione del nucleo famigliare presente nella zona della torbiera di Fiavé, nel Lomaso. Infine, la lince B132 rimane l’unico esemplare stanziale in Trentino (arrivato dalla Svizzera nel 2008) che ora gravita nelle aree del basso Chiese e della val di Ledro.

 

Nell’ultimo anno sono stati rilevati 463 danni da grandi carnivori: 301 da orso e 162 da lupo; nessuno da lince e sciacallo dorato. Complessivamente sono stati liquidati 337.587,80 euro di indennizzo, di cui 172.373,94 euro per danni da orso e 165.213,86 euro per danni da lupo. Un aumento che la Provincia definisce “grossomodo proporzionato all’aumento delle popolazioni di lupi (60%) e orsi (8%)”. Con riferimento ai danni da lupo, si evidenzia che 109 eventi (67%) si sono verificati nella parte orientale della provincia e 53 (33%) nella parte occidentale. I danni da orso sono stati invece registrati tutti nel Trentino occidentale. 

 

Nelle stagioni estive 2019 e 2020, sull’intero territorio provinciale, è stato realizzato un monitoraggio estensivo delle malghe e dei pascoli allo scopo di raccogliere informazioni utili a valutare il livello di vulnerabilità degli alpeggi alle predazioni da grandi carnivori. In totale, sono 571 le malghe attive sul territorio provinciale. Il monitoraggio ha evidenziato che gli animali domestici maggiormente presenti in alpeggio, sul territorio provinciale, sono gli ovicaprini, più di 46.000 capi, seguiti dai bovini, più di 22.000 capi, (con grande prevalenza dei bovini da latte) e, in misura nettamente inferiore, dagli equini (cavalli e asini), più di 1.700 capi. Con riferimento ai bovini, l’analisi dei dati ha permesso di individuare la percentuale di quelli ritenuti a maggiore rischio di predazione (animali sotto i 15 mesi di età al momento della monticazione): 4141 capi che rappresentano circa il 22% del complessivo. “Per questa categoria di bestiame – sottolinea la Provincia – è opportuno favorire quando possibile l’accorpamento degli animali, individuando alpeggi dedicati da strutturare con misure di prevenzione adeguate anche in un’ottica di razionalizzazione delle risorse”.

 

Nel corso del 2021 sono state gestite dal Servizio Foreste e dal Servizio Faunistico 208 richieste per misure di prevenzione dei danni da grandi carnivori (recinti elettrici e cani da guardiania). Di queste 197 sono state evase dagli Uffici Distrettuali Forestali attraverso la fornitura di opere (reti mobili, recinti fissi) in comodato d’uso gratuito, per un corrispettivo di circa 118.000 euro, e 11 dal Settore Grandi carnivori, tramite finanziamento in conto capitale (reti mobili, recinti fissi, cani da guardiania), per un corrispettivo impegnato di circa 12.400 euro. In totale, nel 2021 sono dunque stati investiti nella prevenzione 130.390 euro (circa 11mila euro in più rispetto al 2020).

 

Nel corso dell’anno sono stati radiocollarati 3 orsi: M62, F43 e JJ4, in più gli operatori hanno lavorato per garantire il monitoraggio intensivo dei soggetti problematici, per realizzare azioni di dissuasione, per l’implementazione dei cassonetti anti-orso e della cartellonistica e per gestire situazioni delicate, come i casi di investimenti di orso, grazie al supporto di un’equipe veterinaria specializzata ed esperta in questo genere di attività.

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