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| 20 lug 2022 | 17:52

Troppo caldo e siccità e i funghi nei boschi non ci sono, l'esperto: ''Speriamo nella pioggia''

La stagione di raccolta dei funghi non è partita al meglio: fra caldo e siccità i boschi sembrano infatti non offrire molto. Floriani: "Quando arriverà la pioggia arriveranno anche i funghi. Speriamo in un agosto più generoso"

A sinistra Boletus aestivalis (porcino), a destra Cortinarius orellanoides (specie di fungo mortale)

TRENTO. La primavera ormai lasciataci alle spalle è stato un periodo positivo per i funghi del Trentino, la cui crescita si ritrova ora tuttavia a essere penalizzata da un caldo anomalo e piogge pressoché assenti.

 

“In particolare, le ultime due settimane fanno stilare un bilancio negativo – spiega a Il Dolomiti Marco Floriani, micologo collaboratore del Muse di Trento – l’assenza di precipitazioni e le ondate di calore delle ultime settimane stanno rallentando la crescita dei funghi, inevitabilmente influenzata dall’andamento climatico”.

 

A giocare un ruolo fondamentale nella nascita e crescita di questi organismi, infatti, come ricorda il micologo, “sono principalmente due fattori: da un lato abbiamo la pioggia che ne favorisce lo sviluppo, dall’altro invece il vento che costituisce fonte di disturbo”. 

 

Il caldo di quest’ultimo periodo ha portato alla quasi completa assenza di funghi non soltanto nei boschi del Trentino ma anche in quelli dell’Alto Adige, conducendo gli amanti del settore a sperare in un agosto più generoso.

 

“Più il caldo dura e più i miceli ne risentiranno: questo significa che quando i funghi cominceranno a crescere ci metteranno più del previsto, poiché dovranno riprendersi. Bisognerà quindi pazientare anche una volta che le piogge torneranno”, aggiunge Floriani. Durante una stagione definibile “normale, a frequenti temporali segue infatti solitamente una risposta veloce dei funghi che crescono rapidamente ma, dopo un periodo di siccità o freddo c’è da aspettarsi una ripresa più lenta e graduale”, continua. 

 

Periodi poco prolifici nella storia della raccolta dei funghi non sono tuttavia mai mancati e, secondo Floriani, non c’è da spaventarsi se al momento i boschi non offrono ciò che gli appassionati spererebbero di trovare: “Ciò che scoraggia è certamente il fatto che questa carenza si somma a un’annata non molto buona relativa al 2021, ma siamo fiduciosi che prima o poi la situazione migliorerà”, dichiara il micologo. 

 

“Per chi mi chiedesse risposte e previsioni per il futuro non posso che rispondere che dobbiamo affidarci a quanto ci diranno i meteorologi – conclude - non appena arriveranno le piogge, arriveranno anche i funghi”. 

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