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| 01 set 2023 | 13:36

L'orsa Amarena uccisa a fucilate: "La politica degli 'sceriffi' che per un pugno di voti promuove azioni forti e immediate rischia solo di esasperare il problema"

La riflessione di Pietro Lacasella: "Quando parliamo di convivenza con la fauna selvatica, la cresta su cui camminiamo si fa estremamente stretta. Nel caso dell'orsa Amarena l'equilibrio si era rotto nel 2020 perché quando un plantigrado diventa una star non è mai una buona notizia"

di Pietro Lacasella

TRENTO. "La politica degli 'sceriffi', di quelli che per un pugno di voti promuove azioni forti e immediate, dovrebbe prestare più attenzione, perché facili speculazioni propagandistiche possono provocare iniziative efferate, che non hanno altro effetto se non esasperare ulteriormente il problema". Dice il blogger, antropologo e scrittore Pietro Lacasella.

 

Nelle scorse l'orsa Amarena è stata uccisa a colpi di fucile. A comunicare la terribile notizia il Parco nazionale d'Abruzzo (Qui articolo). "Quando parliamo di convivenza con la fauna selvatica, la cresta su cui camminiamo si fa estremamente stretta, affilata, alto il rischio di precipitare in un baratto oscuro dov'è difficile orientarsi senza il supporto di chi sa leggere (dopo anni di studi, di ricerche e di esperienze sul campo) una trama territoriale sviluppata tra esigenze faunistiche e antropiche".

 

Un equilibrio che però si è rotto nel 2020, "offrendo un volto umano a un animale selvatico, era scivolato dalla parte opposta della cresta. Se un orso diventa una star non è una buona notizia".

 

Ecco la riflessione e il contributo di Pietro Lacasella di Alto-Rilievo / voci di montagna.

 

Quando parliamo di convivenza con la fauna selvatica, la cresta su cui camminiamo si fa estremamente stretta, affilata, ed è alto il rischio di precipitare in un baratto oscuro dov'è difficile orientarsi senza il supporto di chi sa leggere (dopo anni di studi, di ricerche e di esperienze sul campo) una trama territoriale sviluppata tra esigenze faunistiche e antropiche.

 

E' dunque necessario - come auspica l'amico Luigi Torreggiani - inseguire un punto di equilibrio, provando a camminare su quella cresta affilatissima onde evitare di scivolare dove non possiamo vedere; dove non sappiamo orientarci.

 

Purtroppo, però, negli ultimi tempi l'equilibrio è stato perso in diverse occasioni. L'ultima ieri sera quando, in Abruzzo, la celebre orsa Amarena è stata uccisa a fucilate. Il movente di chi ha premuto il grilletto è ancora sconosciuto.

 

Ciò non toglie che una certa politica - la politica degli "sceriffi", di quelli che per un pugno di voti promuove azioni forti e immediate, dovrebbe prestare più attenzione, perché facili speculazioni propagandistiche possono provocare iniziative efferate, che non hanno altro effetto se non esasperare ulteriormente il problema.

 

Ma nel caso dell'orsa Amarena l'equilibrio si era già pericolosamente incrinato nel 2020 a causa di chi, offrendo un volto umano a un animale selvatico, era scivolato dalla parte opposta della cresta. Come spiega Ferdinando Cotugno nell'ultima puntata del podcast Ecotoni, "a partire dal 2020 la famosa orsa Amarena iniziò a scorrazzare per i paesi affollatissimi. E le foto e i video che incominciarono a girare di Amarena e della sua prole hanno fatto un danno agli animali e al territorio, perché hanno messo in pericolo le persone e hanno messo in pericolo gli orsi. Inoltre hanno reso gli orsi sempre più assuefatti alla presenza umana. (...) Se un orso diventa una star non è una buona notizia. Innanzitutto perché quello è un orso in pericolo e poi perché gli abbiamo proiettato sopra una dimensione umana; abbiamo antropizzato qualcosa che non va antropizzato. Quindi siamo noi ad averlo messo in pericolo, in un mondo che per gli orsi è già di per sé molto pericoloso. Pensateci un po' su - concludeva Cotugno - un orso che diventa star dei social. Una cosa che può fare ridere, ma in realtà deve farci estremamente riflettere, perché alla fine umanizzare e inquadrare con parametri puramente umani ciò che umano non è, fa danni perché ci allontana da quella necessaria razionalità, da quel necessario distacco che poi sono necessari per gestire il rapporto tra noi e gli ecosistemi".

 

Per provare a percorrere quella sottile quanto importantissima cresta, prendo nuovamente in prestito le parole di Luigi Torreggiani: "Non indignamoci perché a morire colpita da fucilate è stata proprio lei, Amarena 'la star', quella che ci faceva divertire su Instagram. A morire un po', questa notte, è stato soprattutto quell'equilibrio, la possibilità ecologica di una convivenza sostenibile".

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