Lotta alla plastica nei fiumi, al via un monitoraggio in Veneto
La Regione Veneto ha deciso di dare il via a un monitoraggio dei fiumi che, se necessario, verranno ripuliti da quei rifiuti che poi finiscono nei mari

VENEZIA. E' stato stimato che l'80% dei rifiuti nel mare, in particolare le plastiche, arrivano dai fiumi. Spazzatura che si frammenta e si trasforma in microplastiche, rischiando di finire inghiottita dai pesci. Per rompere questa terribile 'catena', la Regione Veneto ha deciso di dare il via a un monitoraggio dei fiumi, scongiurando la possibilità che questi continuino ad inquinare i mari.
"La Regione, attraverso l'assessorato all'Ambiente, ha attivato in collaborazione con l'associazione Plastic Free, il progetto "River eye" - annuncia il presidente del Veneto Luca Zaia sui social -. Monitoreremo per circa un anno quattro fiumi". Il progetto prevede in particolare il monitoraggio del Po, del Piave, del Bacchiglione e infine del Canalbianco attraverso centraline poste in punti strategici come ponti, moli e banchine, per quantificare i rifiuti flottanti.
Un sistema di monitoraggio fluviale che sfrutta la visione artificiale per identificare e classificare i rifiuti galleggianti in maniera accurata e automatizzata, con una raccolta dati fatta grazie a videocamere ad alta risoluzione che registrano le immagini per inviarle al server in cloud, dove verranno archiviate e analizzate da una rete neurale appositamente addestrata a distinguere la plastica dalla materia organica.
Si passerà poi ad un secondo step che prevederà, se necessario, l'attivazione di impianti di raccolta, in modo da provvedere a ripulire i fiumi dai rifiuti presenti.


















