“Bracconaggio del tartufo, serve tolleranza zero: è una ricchezza del nostro territorio, non un bottino per predoni improvvisati”
L'appello arriva dal consigliere regionale Joe Formaggio (Fratelli d'Italia), che interviene a seguito dei controlli avviati sabato scorso nei Colli Berici. L'operazione ha visto anche la presenza del presidente dei tartufai veneti, Marco Mutta, che ha contribuito a individuare le aree più colpite dai raccoglitori abusivi

VENEZIA. “Dobbiamo rafforzare i presidi, aumentare le sanzioni e supportare chi opera sul campo: chi distrugge le tartufaie danneggia l'ambiente, l'economia e la nostra identità veneta”. È questo l'appello che arriva dal consigliere regionale Joe Formaggio (Fratelli d'Italia) dopo i controlli relativi alla raccolta del tartufo avviati sabato scorso nei Colli Berici, coordinati dalle Guardie provinciali con la collaborazione della Polizia locale del Basso vicentino e con l'Associazione tartufai del Veneto come osservatori.
L'operazione congiunta ha visto anche la presenza del presidente dei tartufai veneti, Marco Mutta, che ha contribuiti a individuare le aree più colpite dai raccoglitori abusivi. La raccolta dei funghi ipogei infatti, che vivono in simbiosi con le piante forestali, è regolata anche in Veneto, dove i raccoglitori devono essere muniti di apposito tesserino di idoneità – il cui rilascio è subordinato al superamento di un apposito esame – che li autorizza alla ricerca e alla raccolta. I raccoglitori abusivi, privi quindi di tesserino, rischiano sanzioni amministrative tra i 400 e i 1000 euro.
“Un plauso – continua Formaggio – a chi si è messo gli scarponi ai piedi e ha lavorato concretamente per tutelare questo patrimonio prezioso. I tartufai regolari, che rispettano leggi e ambiente, non possono continuare a subire l'arroganza di pochi delinquenti. Il bracconaggio del tartufo è un atto di inciviltà e un danno per tutta la filiera, dalla terra al piatto. Sostengo ogni iniziativa che rafforzi i controlli e le sanzioni e porterò la questione anche in Regione”.












