Metà dei lupi uccisa "per sbaglio", il dato inquietante degli abbattimenti nel Vallese: "Impossibile accertare il DNA a 100 metri di distanza"
Nel canton Vallese in Svizzera solo la metà dei 34 lupi abbattuti lo scorso autunno apparteneva ad un branco effettivamente coperto da un'autorizzazione dell'Ufficio federale dell'ambiente: esemplari che si trovavano "nel posto sbagliato al momento sbagliato"

SION (Svizzera). Il Canton Vallese da alcuni viene indicato come un esempio da seguire, in tema di gestione dei lupi: con ben 34 esemplari uccisi tra settembre 2024 e gennaio 2025 è uno dei territori più "aggressivi" in quanto ad abbattimenti preventivi.
Ma c’è un il problema: secondo le analisi di parentela condotte dal laboratorio dell'Università di Losanna - analizzate e commentate dal settimanale elvetico Blick - solo la metà di quei 34 lupi abbattuti apparteneva ad un branco effettivamente coperto da un'autorizzazione dell'Ufficio federale dell'ambiente (Ufam). Gli altri, appartenenti ad un branco vicino, si trovavano semplicemente "nel posto sbagliato al momento sbagliato".
Vale la pena ricordare che dalla revisione parziale della legge sulla caccia del 2023, in Svizzera la regolazione dei lupi in autunno e in inverno può avvenire in modo proattivo: singoli animali o interi branchi possono essere abbattuti anche senza aver provocato danni o portato attacchi al bestiame.
Per procedere agli abbattimenti, partendo dai campioni di DNA, fototrappole e avvistamenti, il Cantone è tenuto a chiedere il via libera dell’Ufam e ad attendere autorizzazione a procedere.
Ma nel Vallese evidentemente scappa qualche "errore collaterale" e a perdere la vita sono esemplari che non fanno parte dei branchi designati: azioni condotte “in modo legale” come sottolineato dalle autorità locali e confermato dall’Ufam stesso, perché avvenute comunque all’interno dei perimetri indicati preventivamente.
Dove il rischio di errore effettivamente esiste (lupi solitari o di passaggio possono penetrare nei perimetri), anche perché “a 100 metri di distanza con una telecamera termica nessuno può stabilire quale sia il DNA del lupo”, come ha commentato il consigliere di Stato vallesano Christophe Darbellay ad RTS.
Ma nel territorio svizzero ci sono modalità differenti di attuazione delle norme: ad esempio nei Grigioni lo scorso autunno e inverno sono stati abbattuti 48 lupi, ma di questi “solo” 5 sono stati abbattimenti “sbagliati”.
Un tasso di errore molto più basso spiegato da un differente approccio strategico: i Grigioni infatti privilegiano una caccia mirata, esemplare per esemplare, puntando principalmente ai lupi più giovani. Un metodo che garantisce abbattimenti più precisi ma che chiaramente presenta anche costi molto più alti per le operazioni di monitoraggio e appostamento.












