Orso trovato morto da due escursionisti: presentava tracce di sangue vicino alla bocca. Indagini in corso per stabilire le cause del decesso
La carcassa di un orso bruno marsicano è stata ritrovata nella giornata di oggi - domenica 13 aprile - da alcuni escursionisti, nella zona compresa tra i comuni di Ortona dei Marsi e Goriano Sicoli, in Abruzzo. La zona è stata chiusa e messa in sicurezza e sono state avviati i rilievi. La carcassa è stata rimossa e trasportata in una struttura dove verranno effettuati tutti gli accertamenti tecnico - scientifici

L'AQUILA. La carcassa di un orso bruno marsicano è stata ritrovata nella giornata di oggi - domenica 13 aprile - da alcuni escursionisti, nella zona montana compresa tra i comuni di Ortona dei Marsi e Goriano Sicoli, in Abruzzo.
Le due persone, che stavano compiendo una passeggiata in località Carrito, hanno notato l'orso, steso supino, nei pressi del sentiero. L''animale giaceva immobile: immediatamente gli escursionisti hanno allertato le autorità e sul posto si sono portati immediatamente i carabinieri forestali e il personale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Silente Velino per tutti gli accertamenti necessari.
La zona è stata chiusa e messa in sicurezza e sono state avviate le procedure di rilievo. L'orso presentava tracce di sangue a fianco alla bocca e, dopo tutti le operazioni, la carcassa è stata rimossa e trasportata in una struttura dedicata dove verranno effettuati tutti gli accertamenti tecnico - scientifici.
Al momento non è stata esclusa nessuna ipotesi, nemmeno quella che potrebbe ricondurre ad un "intervento" da parte dell'uomo.
Come scrivono diverse testate locali abruzzesi, il plantigrado trovato senza vita potrebbe essere uno dei primi quattro figli di Amarena, l'orsa uccisa a San Sebastiano dei Marsi a settembre 2023 da una fucilata (Qui articolo), che nel corso delle ultime settimane si era reso protagonista di diverse scorribande in pollai e stalle nei pressi di Goriano Sicoli.
La popolazione degli orsi marsicani conta oggi circa 60 individui e ogni perdita rappresenta un colpo durissimo per la conservazione della specie.











