"Silenziatori per armi da caccia, un regalo criminale ai bracconieri". Dal Veneto Zanoni (Ev) rincara la dose: "Minaccia letale per la sicurezza dei cittadini"
Il consigliere regionale di Europa Verde reagisce con parole inequivocabili alla mozione approvata all'unanimità a Bolzano per legalizzare l'uso dei silenziatori nelle armi da caccia

BELLUNO. Arriva in Veneto "l'onda lunga" delle polemiche scatenate dalla mozione approvata all'unanimità dal consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano per legalizzare l'uso dei silenziatori nelle armi da caccia.
E così ha preso una dura posizione sull'argomento anche il consigliere regionale di Europa Verde Andrea Zanoni: "Si tratta - ha detto Zanoni - di un vero e proprio regalo ai bracconieri e di una minaccia mortale per la sicurezza dei cittadini; una decisione sconsiderata e irresponsabile che va contro ogni principio di tutela dell'ambiente e della pubblica sicurezza".
"In vent'anni di esperienza come guardia volontaria venatoria del Wwf Italia ho partecipato a numerosi campi antibracconaggio a Brescia, Isola d’Ischia e Procida, Stretto di Messina, Malta, Cipro e sono stato testimone dell’accusa in oltre 150 processi per violazioni delle norme sulla tutela della fauna selvatica e degli animali. Posso affermare con certezza che il rumore degli spari è fondamentale per individuare i bracconieri", spiega Zanoni.
“Alcuni esempi concreti derivati dalla mia esperienza sul campo possono aiutare a comprendere di cosa si tratta: nel 1997 denunciai due bracconieri che cacciavano in un'Oasi di protezione a Motta di Livenza; nel 1996 denunciai diversi bracconieri che cacciavano illegalmente le quaglie in primavera nell'Isola d'Ischia; nel 2002 un cacciatore all'interno del Parco naturale regionale del fiume Sile, e il 26 dicembre 1997, giorno di Santo Stefano e di silenzio venatorio, dato che cadeva di venerdì, denunciai due cacciatori vicentini che avevano ucciso uccelli protetti. Sono tutti casi in cui i responsabili sono stati individuati e poi sanzionati penalmente grazie al rumore dei loro spari, cosa impossibile con l'uso dei silenziatori".
"I sostenitori di questa proposta - riprende il consigliere di Europa Verde - sostengono che 'l'assenza del forte rumore dello sparo comporta reazioni meno intense da parte della fauna', ma la verità è che l'assenza di rumore porterà gli animali più rapidamente sotto tiro dei cacciatori e renderà impossibile rilevare attività illegali," sottolinea Zanoni.
"Con la scusa di tutelare l'udito dei cacciatori e ridurre il disturbo alla fauna selvatica, si sta cercando di legalizzare ciò che oggi la legge considera bracconaggio. L'uso di armi con silenziatore è un reato punito dalla legge italiana. La legge sulle armi, la n. 110/1975, nonché la legge sulla caccia, la n.157/1992, vietano espressamente l'uso di armi da sparo munite di silenziatore, con sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione, come confermato da recenti sentenze della Cassazione".
"Inoltre questa proposta aumenterebbe pericolosamente il rischio di incidenti di caccia a danno dei cittadini, escursionisti e residenti, che non avrebbero più la percezione del pericolo non sentendo gli spari. Chi ha votato questa mozione o è un ingenuo che si è fatto ingannare dagli amici dei cacciatori, o vuole deliberatamente consentire gravi atti di bracconaggio che oggi la legge sanziona penalmente", conclude Zanoni.












