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Bolzano
17 marzo | 06:00

L'Alto Adige vuole consentire l'utilizzo dei silenziatori sui fucili "per tutelare cacciatori e ambiente". Mozione approvata all'unanimità. Enpa: "Una proposta folle"

Con la mozione dal titolo “Rendiamo meno rumorosa la caccia nella nostra provincia”, Andreas Colli (Wir Bürger - Noi Cittadini - Nëus Zitadins) invitava a sollecitare il Parlamento italiano e il Governo italiano ad attivarsi proprio affinché sia consentito l'uso di silenziatori per l'esercizio della caccia: approvata all'unanimità dal consiglio provinciale altoatesino. Ivana Sandri, presidente di Enpa Trentina, a il Dolomiti: “Siamo contrari, contrarissimi. Nel modo più assoluto”

(foto archivio)
(foto archivio)

BOLZANO. Il Consiglio provinciale di Bolzano non più tardi dello scorso 12 marzo ha discusso una mozione che riguardava i silenziatori per i fucili da caccia, o meglio, i “moderatori di suono”, come vengono definiti in tono più raffinato.

 

Con la mozione dal titolo “Rendiamo meno rumorosa la caccia nella nostra provincia”, Andreas Colli (Wir Bürger - Noi Cittadini - Nëus Zitadins) invitava a sollecitare il Parlamento italiano e il Governo italiano ad attivarsi proprio affinché sia consentito l'uso di silenziatori per l'esercizio della caccia, ed essi siano quindi inclusi come mezzi consentiti per la caccia nella legge provinciale in materia.

 

Nella mozione si legge che la liberalizzazione dei moderatori di suono avrebbe un duplice vantaggio: da un lato tutelerebbe l’udito sia dei cacciatori (“molti, anziani, portano l’apparecchio acustico per compensare il deficit uditivo”) sia dei cani; dall'altro, ridurrebbe al minimo il disturbo all’ambiente circostante e alla selvaggina.

 

Una mozione che peraltro in consiglio provinciale altoatesino ha “vinto e convinto” ed è stata approvata all’unanimità con 31 sì.

 

L’assessore Luis Walcher si è detto totalmente d’accordo con la proposta, che aveva co-firmato, e ha confermato che la competenza manca, ma ci si augura di convincere gli interlocutori a Roma. Infatti l’Alto Adige più avanti così non può spingersi, anche perché per venire incontro a questo invito sarebbe necessaria una modifica alla legge nazionale sulle armi.

 

Non tutti però, evidentemente, condividono l’entusiasmo per questa proposta.

 

Di sicuro ha idee diverse in materia Ivana Sandri, presidente di Enpa Trentina, che parlando a il Dolomiti non usa mezzi termini: “Siamo contrari, contrarissimi. Nel modo più assoluto”. “Onestamente, questa mozione e il fatto che sia stata approvata all’unanimità ci sorprende e ci preoccupa”.

 

“La motivazione alla base della proposta – dice Sandri – fa quasi sorridere: non si vorrebbero 'disturbare' le persone e gli animali. O magari, non si vogliono far sentire gli spari alle forze dell’ordine e al corpo forestale? Il rumore degli spari è uno dei pochi elementi che aiuta i guardiacaccia a verificare illeciti, sono un elemento anche di sicurezza perché fa capire la posizione dei cacciatori nei boschi. Gli spari in ‘silenzio’ toglierebbero capacità di intervento a chi deve tutelare l’ambiente come si deve. Senza il rumore degli spari, come si combatte il bracconaggio, peraltro già drammaticamente diffuso nelle nostre zone?”. 

 

La sicurezza, insomma, sta nel rumore percepibile e percepito, e non nel silenzio che lo nasconde. “La fauna selvatica non si tutela silenziando gli spari, ma facendola vivere serenamente: il silenzio che ci piace è quello in cui fucili puntati non ce ne sono”.

 

Da ultimo, una considerazione “politica”: “Nei nostri territori - commenta Sandri - i cacciatori rappresentano una piccola minoranza della popolazione, ma hanno una forte influenza politica, non solo in Alto Adige ma anche in Trentino. Non si contano più le pretese e le richieste, sempre più fantasiose, che il mondo venatorio avanza alle amministrazioni: questa dei silenziatori mi sembra una delle più fantasiose”.

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