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Trento
25 marzo | 20:24

Spray anti-orso a vigili del fuoco e soccorso alpino, Failoni esulta ma rilancia: "Bene però va esteso anche a guide alpine e lavoratori del bosco"

Spray anti-orso a polizia locale e protezione civile, esulta Failoni: "Col Ddl montagna passo importante per la sicurezza delle persone"

Spray anti-orso a vigili del fuoco e soccorso alpino, Failoni esulta ma rilancia

TRENTO. "L'estensione dell'uso dello spray anti-orso anche alle strutture operative territoriali di protezione civile delle Province autonome di Trento e Bolzano e della regione autonoma Friuli Venezia Giulia rappresenta una scelta ragionevole e un passo avanti concreto nella tutela di chi opera quotidianamente sul territorio per garantire la sicurezza delle nostre comunità e dei territori montani, assicurando una convivenza equilibrata tra uomo e natura".

 

Con queste parole l'assessore provinciale con delega ai grandi carnivori, Roberto Failoni, commenta l'approvazione in commissione bilancio dell’emendamento al “Ddl montagna”, presentato dall’onorevole Vanessa Cattoi (QUI L'ARTICOLO): "La sicurezza delle persone e la corretta gestione della fauna selvatica devono andare avanti: questa è l'unica strada per vivere la montagna con serenità".

 

Non è un mistero che da tempo l'amministrazione provinciale trentina stesse avanzando se non pretese, "suggerimenti" a Roma, spingendo per una maggiore libertà di azione in tema di spray anti-orso: un'arma non letale che fino a oggi poteva essere utilizzata solo dal corpo forestale trentino grazie a un decreto del presidente della Provincia Fugatti e che ora si allarga all'intero sistema di Protezione civile che comprende strutture come vigili del fuoco, forze di polizia e anche Soccorso Alpino e Speleologico. Non erano mancate in passato le polemiche sulla percezione di scarsa sicurezza di soccorritori e operatori impegnati nei boschi, magari al buio e in condizioni di potenziale pericolo.  

 

"È un punto di partenza importante, che da tempo auspicavamo", aggiunge ancora Failoni, ringraziando la parlamentare trentina e il ministro Calderoli per l’impegno sul tema. ”Ritengo che questi strumenti debbano essere progressivamente estesi anche ad altri soggetti, penso, ad esempio, a chi lavora nel bosco, come i custodi forestali, le guide alpine, i dipendenti delle imprese boschive. È fondamentale - conclude Failoni - continuare su questa strada per garantire una maggiore sicurezza a chi vive e lavora nei territori di montagna".

 

C'è stato un passo in avanti sul fronte delle richieste delle autorità ma l'approvazione è avvenuta in commissione bilancio e quindi c'è ancora un po' di percorso da compiere prima che la legge venga licenziata e possa trovare attuazione.

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