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Belluno
12 giugno | 19:09

"Villaggi Olimpici, uno scandalo nazionale: c'è da indignarsi", l'associazione attacca: "Confusione organizzativa, approssimazione e sperpero di denaro pubblico. Un disastro"

Le parole sono di Luigi Casanova, presidente dell'associazione Mountain Wilderness: "Anche la nazionale femminile di sci alpino rinuncia al villaggio di Cortina. Ci avevano detto che veniva imposto dal Cio per motivi di sicurezza, oggi ne siamo certi: come già accaduto a Livigno, il villaggio è un orpello imposto dal Coni italiano e dalla speculazione più becera"

di MOb

CORTINA D'AMPEZZO. "E' uno scandalo nazionale, 39 milioni di euro gettati al vento".

 

Non si dà pace Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness. Affranto nel leggere che la Fisi ha scelto di non far alloggiare le atlete al villaggio olimpico di Fiames, durante i Giochi 2026: saranno ospitate in hotel nel cuore di Cortina, una scelta motivata dalla necessità di "essere più vicini alle piste" e garantire "maggiore comodità"

 

"Preferiscono l’alloggio nei lussuosi alberghi del paese", scrive Casanova. "Nelle casette (o baracche) del villaggio vi relegano i loro parenti poveri, gli atleti del curling e quelli dello slittino e bob. Oltre agli ospiti delle altre nazionali. Uno scandalo, si deve rimanere indignati. Per fare posto all’inutile villaggio si è distrutta l’intera piana di Fiames, si sono spesi 39 milioni di euro quando vi erano diverse altre alternative più confacenti e serie, con alta ricaduta di legacy, si pensi al solo villaggio ex ENI di Borca di Cadore, vi si sono portati oltre alle 377 casette in legno 20 mila metri cubi di materiale inerte proveniente da Auronzo, 60 chilometri di distanza". 

 

Frustrazioni che non riguardano però solo la location ampezzana, e non solo il "circo bianco" dello sci alpino: "Ci avevano detto, Fondazione e Simico, che il villaggio veniva imposto dal Cio per motivi di sicurezza. Oggi - prosegue il presidente di Mountain Wilderness - ne siamo certi, come già accaduto a Livigno il villaggio è un orpello imposto dal Coni italiano e dalla speculazione più becera. A Livigno grazie alla protesta degli albergatori locali vi hanno rinunciato fin dal 2021. A Predazzo, altro scandalo, nessuno fino a fine 2022 aveva parlato della necessità di un villaggio specifico. Lo ha imposto la scuola alpina della Finanza, vi si spendono 53 milioni di euro, soldi tutti pubblici. Pochi ne parlano, ma le principali nazionali dello sci nordico, Norvegia, Svezia, Finlandia e forse Austria hanno scelto di non andare nel costoso villaggio di Fiemme. Si recheranno in alberghi, distanti fra loro oltre venti chilometri".

 

"Queste scelte confermano la fragilità della regia olimpica italiana, a partire dalla Fondazione per arrivare a Simico. Siamo travolti da una incommensurabile confusione organizzativa, da approssimazione, da sperpero di denaro pubblico, quindi da inefficienza".

 

"A Cortina - riprende Casanova - per fare posto al villaggio si è distrutta la piana di Fiames, si gettano al vento soldi per il trasporto di materiale inerte di drenaggio proveniente da Auronzo, 20.000 metri cubi, costi pagati da Enel sembra. Si gettano al vento soldi per potenziare i servizi nella piana di Fiames (viabilità, acquedotto, rete elettrica, banda larga, gestione reflui e rifiuti, sicurezza) e proprio la nazionale italiana dello sci femminile, l’unica che può ambire a un ricco medagliere, evita le scelte poco accurate e centralizzate dal potere della Fondazione".

 

Insomma, la misura secondo Mountain Wilderness è colma: "L’associazione ritiene si debba riflettere su quanto sta accadendo attorno ai cantieri olimpici, tutti. Si sta dimostrando, al di là dell’incapacità organizzativa del nostro Paese, come le Olimpiadi siano incompatibili con la fragilità sociale e ambientale delle Alpi intere. E come il nostro Paese sia inadeguato nell’ospitare simili complessi eventi internazionali".

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