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La Valdastico si farà entro il 2021, ma in bicicletta

Il Veneto, attraverso il Fondo dei comuni confinanti, ha nel mirino una vasta rete ciclabile per ultimare il collegamento Monaco-Venezia. La Valdastico è pronta a raggiungere Folgaria e Lavarone, senza dimenticare l'Anello ciclabile delle Dolomiti. De Menech: "Un progetto di sviluppo turistico organico"

Di Luca Andreazza - 21 gennaio 2017 - 07:39

TRENTO. "La Valdastico si farà e sarà a regime entro il 2021", queste le parole dell'onorevole Roger De Menech. Meglio premettere che non si tratta però dell'arteria in sospeso fra autostrada, superstrada oppure corridoio stradale per collegare il Veneto e il Trentino. Tema quantomai dibattuto e che divide sindaci, amministrazioni e cittadini. In questo caso si parla di un progetto partito in sordina, ma che vedrà la luce in due fasi fra il 2018 e il 2021: la pista ciclabile, finanziata attraverso il Fondo dei comuni confinanti, che collegherà la valle dell'Astico al Trentino Alto Adige.

 

L’ente che si occupa di distribuire i fondi destinati alle aree lombarde e venete che confinano alle province autonome del Trentino Alto-Adige ha infatti stanziato oltre tre milioni di euro per collegare Cogollo del Cengio – e l’adiacente Arsiero – all’alta valle del torrente Astico e quindi all’area trentina.

 

E nell'attesa di veder sventrate le vallate interessate dal collegamento su gomma, gli amanti di ruote fini e grasse lucidano la catena in vista del taglio del nastro della Valdastico per collegare, ciclabilmente, l'alta piana vicentina con Folgaria e Lavarone. "Questo è un intervento di ampio respiro - continua De Menech - non si tratta di una semplice striscia di cemento, ma di un progetto coerente, organico e integrato. Certo, il dislivello da percorrere non è irrisorio, ma il segmento delle biciclette elettriche è in forte crescita, e comunque il viaggio sarà per tutti più bello della destinazione".

 

Un'infrastrutturazione che prevede aree wellness, servizi per i ciclisti e un ulteriore sviluppo del turismo. Un progetto ambizioso, ma ormai dietro l'angolo. "Questo progetto è ampiamente condiviso dalle amministrazioni, dagli enti per il turismo e dai cittadini - prosegue l'onorevole - la proposta progettuale è già stata avvallata, per abbreviare l'iter burocratico non siamo ricorsi ai bandi e per questo ora attendiamo le approvazioni finali al tavolo paritetico. Abbiamo già impegnato le risorse del periodo 2013-2018. Le prime opere, quelle più leggere, saranno concluse nel 2018, mentre l'obiettivo è quello di essere completamente a regime per il 2021".

 

Il cicloturismo non è più un fenomeno di nicchia e un passatempo esclusivo degli amanti della bicicletta. Uno studio della The European House-Ambrosetti ha cercato anche di misurare l'indotto di questo turismo dolce, ecosostenibile e green per un valore di oltre 3 miliardi di euro

 

Un settore dove il Trentino è all'avanguardia con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili e dove si tocca quota 1.000 chilometri se si prendono in considerazione anche i nostri cugini dell'Alto Adige. "La concorrenza è sempre più agguerrita - conclude De Menech - e questo è l'esempio pratico dell'importanza della sinergia turistica fra Trentino, Alto Adige e Veneto. Il macro progetto vede la possibilità di pedalare da Monaco a Venezia sarà una carta vincente nel futuro e comporterà benefici a tutti i territori interessati dalla rete ciclabile".

 

La nuova infrastruttura partirà da Pedescala, dove termina il suggestivo percorso lungo delle pozze di Contrà Pria ad Arsiero, e quindi si inerpicherà nell’alta valle dell’Astico lungo quella che era la Via Imperiale, il tratto che collegava lungo quest’impervia valle la Serenissima con il Sacro Romano Impero. Non è l’unico intervento finanziato dal fondo, dato che tra gli stanziamenti figurano anche quelli ben più importanti di 30 milioni di euro per l'Anello ciclabile delle Dolomiti e per la ciclovia dell'Agordino.

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