Da Elettra, la gatta usata come un pallone, a Rosi violentata: chi riesce a compiere atti di questa crudeltà è un essere pericoloso non solo per gli animali

Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.
Quel giorno c'era un sole bellissimo. E avevo deciso di scappare dalla mia mamma e dalle mie sorelline, tanto, ne ero certa, prima o poi mi avrebbero trovato. Ero ancora piccola ma molto molto curiosa.
Non avevamo una casa, vivevamo nel giardino. Bello gironzolare, anche se mi sgridavano sempre, perché mi piace esplorare. Devo dire che quando c'era pioggia e freddo, era proprio bruttissimo stare li. Per fortuna qualche volta ci portavano da mangiare.
Avevo trovato un bel prato pieno di luce, l'erba era soffice e morbida, bellissima. A un certo punto sono arrivati un sacco di quegli strani esseri a due zampe, erano tantissimi.
Assomigliavano a quelli che mi portano la pappa. Quasi quasi, pensai, gli vado incontro, forse mi danno qualcosa. Ho una fame terribile. Uno mi prese in braccio, che carino. E tutto cambiò. Di punto in bianco non era più tanto carino. Mi lanciò ad un altro e poi ad un altro ancora.
Non capivo. Non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Faceva tanto male, male dappertutto. Piangevo disperata ma a loro non importava. Anzi.
Più piangevo e più lo facevano. Ridevano. Con risate sguaiate, che mi facevano tanta paura. Mi colpivano, mi schiacciavano con le mani. E tutto diventò buio. E il dolore insopportabile.
Il 15 di marzo Elettra, una piccola cucciolina randagia, una gattina di neanche un chilo di peso è morta dopo otto mesi di agonia.
Ferite gravissime in tutto il corpo e danni neurologici permanenti. Un gruppo di mostriciattoli minorenni l'ha usata come un pallone. Ha lottato come un piccolo leone ma ha perso la sua battaglia.
Nessuna indagine è stata cominciata: sono minorenni. Alibi utilissimo. Calza a pennello. I residenti di questa zona di Roma non ci stanno ed hanno lanciato un appello al garante del Comune.
E ora sta per morire anche Rosi.
Un'altra terribile, deliberata violenza, in un giardino condominiale a Roma. Rosi non viveva li. Ci è stata portata.
Faceva parte di una colonia nel parco del quartiere romano di Tor Tre Teste. Una gattina randagia di otto mesi, stuprata e seviziata. Sì, violentata.
Quando l'ho letto, non riuscivo a crederci. Secondo quanto emerso nelle prime informazioni raccolte sul territorio, nella stessa area e nella medesima colonia felina della micina sarebbero scomparsi recentemente altri gatti. Questo dovrà essere verificato dagli inquirenti ma, se confermato, renderebbe il quadro ancora più allarmante. Mentre scrivo, Nina mi guarda con i suoi occhi verde giada, somiglia molto ad Elettra.
Nina, presa in un maso e salvata per il rotto della cuffia, mentre la stavano sterilizzando. Un taglio nell'esofago. Ricucito d'urgenza. Sarebbe morta al primo parto. Lei lo sa. Sa che l'ho salvata. Io ne sono certa. E' di una dolcezza infinita. Mi segue come una piccola ombra. La sua gratitudine è impalpabile, ma tenerissima.
Come tutti gli animali.
Le immagini di Elettra sui social, quando ancora si pensava ce la facesse, strappano il cuore. Nonostante la testa le tremasse, la appoggiava alle mani dei volontari per farsi accarezzare. E ora non c'è più. Perché un branco di esseri, non definirei umani, ma bestie, le hanno fatto subire un atto di violenza talmente assurdo che sembra quasi irreale.
Non parliamo di Rosi, le cui condizioni si aggravano ora dopo ora. E' difficilissimo per me parlare di queste cose. Ho il cuore pesante. E le lacrime agli occhi. E' giusto farlo però. E' giusto onorare questi due piccoli esserini indifesi, ultimi di una lunga catena di violenze tanfo efferate, quanto impunite. E sottovalutate.
Sono solo animali, diranno in tanti, che importa. Chi non ama gli animali, non può cambiare. Sottovaluta un dato di fatto però. Chi riesce a compiere atti di questa crudeltà è un essere pericoloso non solo per gli animali, ma per l'umanità intera. La deliberata consapevolezza di compiere un atto di crudeltà verso chicchessia, in qualsiasi modo, è intrinseco di una mente malata e perversa. Letale e temibile.
E ognuno a modo proprio, a parer mio deve reagire a questi episodi spaventosi, in qualsiasi modo preferisca. L'importante è reagire. Rifiutare, denunciare. Impedire che succeda ancora. In tutti i modi possibili. Riportare in auge un sentimento sopito e dimenticato negli animi delle persone. L'umanità. "E' solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali" (Voltaire).












