Contenuto sponsorizzato
| 29 ott 2025 | 12:45

La Duse, Valeria Bruni Tedeschi e quel profumo di Oscar dopo un tale esercizio di maestria recitativa

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 29 ottobre 2025

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Si resta come sopraffatti. Quando ci si trova davanti ad un tale esercizio di maestria recitativa l'anima si nutre di questa "maraviglia". E ci si lascia andare al fluire della storia, come incantati. La Duse. Valeria Bruni Tedeschi. Un binomio pieno di patos, poesia, dramma, amore , odio, compassione. La quintessenza della tristezza e della gioia insieme. Due occhi di un azzurro mai visto prima, intensi, parlanti in modo quasi doloroso.

 

Una volta ho letto una frase bellissima: gli occhi non hanno punteggiatura. Quello che vogliono dire lo dicono e basta. E in questo contesto è assolutamente perfetta. Anche senza proferire verbo, lo sguardo della divina ti scruta dentro, ti cattura, ti butta via e ti riprende. Ogni sentimento contrastante ha un' intensità potente. Non ti lascia scampo. Con un solo, lieve, battito di ciglia. Sento aleggiare il profumo dell' Oscar, se solo potessi prevedere il futuro..

 

Un caleidoscopio storico ben architettato, che alterna immagini vere dell'epoca a scene ricostruite in modo molto accurato , fa da sfondo alla vicenda di questa donna incredibile. Una endiadi sofferta fra autobiografia e teatralità esacerbata, incentrata sulla personalità carismatica e a tratti irriverente di questa attrice così particolare. Indomita amazzone dalla lunga treccia bionda, lascia una traccia di sé, buona o cattiva che sia, ovunque vada. Non posso, e soprattutto, non voglio dare voce agli avvenimenti narrati, bensì soltanto cercare di descrivere la sottile ansietà, la voglia di vita, il grande pathos che dà la passione per qualcosa di grande, in questo caso il teatro.

 

Sopra tutto e tutti, perfino la famiglia. Nella pellicola trova posto anche Sarah Bernhardt, che raggiunge la divina alla fine della prima de ''La donna del mare'' di Ibsen, che segna il suo ritorno sulle scene dopo dodici anni di pausa. Molti personaggi sono caratterizzati in maniera volutamente eccentrica, quasi fosse questa potente amore della Duse per il teatro a forgiare le loro personalità. Come se gli infondesse la passione soltanto guardandoli. È difficile rendere questa sensazione che scaturisce analizzando le scene spesso irriverenti e a tratti drammaticamente comiche.

 

Sembra una contraddizione bella e buona, ma non è così. La storia dell'epoca si intreccia abilmente con la "envie de vivre" della protagonista, che non l'abbandona mai. Neanche in circostanze a dir poco drammatiche, che lei stessa comprende essere ineluttabili. Guardarlo ti scuote, ti cattura. La odi e la ami nello stesso tempo. Catullo scrisse "Odio e amo. Forse chiedi perché faccio questo? Non lo so, ma sento che succede e mi tormento".

 

Questa è lei.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 22 maggio | 06:00
Il protocollo è già stato criticato da psicologi e avvocati. Canestrini: "Il documento, sotto la voce 'non dovrà', vieta al dirigente di [...]
Cronaca
| 22 maggio | 08:04
I fatti risalgono al giorno di San Valentino dello scorso anno, l'uomo era stato portato al pronto soccorso dalle forze dell'ordine che lo avevano [...]
Cronaca
| 22 maggio | 07:55
Petrini ha avuto un forte  legame anche con il comparto agricolo trentino, scaturito già nel Sessantotto, ai tempi della sua frequentazione [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato