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Vorrei essere una persona stupida per dire chissenefrega a ciò che mi circonda

Ha vinto Trump, vorrei essere tra quelli che sfogliano Chi, che non si preoccupano, che non hanno paura. Forse avremmo capito meglio cosa stava per succedere
DAL BLOG
Di Claudia Merighi - 09 novembre 2016
In passato è stata segretaria provinciale della Sinistra giovanile del Trentino. Da sempre appassionata di politica oggi è alla guida dei Laici trentini

Il titolo di oggi potrebbe essere: "Voglio essere una persona stupida" o semplicemente disinteressata di tutto ciò che mi circonda. Ed è un desiderio che fa a botte con quella che sono. Mi perdonerete se sto facendo quello che non si dovrebbe mai fare in questi momenti: commentare “a caldo” anche se in realtà la notizia che giunge da oltre oceano mi ha raggelato…

 

Se poi analizzo la panoramica del cosiddetto “scacchiere internazionale” e quello di un potenziale prossimo futuro, non c’è da stare allegri.

 

È  così ma oggi mi piacerebbe davvero essere tra quelli che, invece di leggere Internazionale, Repubblica, libri, saggi, report e altro del genere (quasi fantasy, mi verrebbe da dire oggi) e farsi venire tutte le preoccupazioni del caso, sfogliasse annoiato “CHI” e avesse come unica preoccupazione trovare un bel locale cool dove trascorrere il sabato sera parlando di Grande Fratello e del divorzio tra Brad e Angielina.

 

Vorrei non provare questa sensazione di scoramento e ansia che da tempo mi attanagliano lo stomaco e la mente. Vorrei non sapere quanto sta succedendo in Russia e Turchia, di come la Cina stia comprando l’Africa e il debito di tutti i Paesi democratici (tra cui gli Stati Uniti).

 

Per i prossimi anni mi piacerebbe carpire i segreti della first lady Melania Trump sul fitness e i suoi capelli; chissenefrega se nella borsetta avrà una calibro 22 al posto del rossetto. Oppure studiare la giusta pronuncia di haute couture e rallegrarmi del perfetto abbinamento di colore dei tailleur di Marine Le Pen; chissenefrega se inneggia contro gli immigrati e l’Europa.

 

E poi ritornare a Istanbul e fare incetta delle splendide giacche di pelle o stoffe colorate nel bazar e chissenefrega se a pochi passi le carceri sono piene di giornalisti e oppositori politici di un presidente che ha pagato il silenzio dell’Europa con qualche migliaio di esseri umani impauriti.

 

E sperare con tutto il cuore che la temperatura della Terra si alzi un pochino che il freddo da fastidio e chissenefrega se la mia sdraio verrà travolta da uno tsunami nel Mediterraneo, mi trasferirò in Messico, sperando non faccia troppa ombra il muro eretto da Trump.

 

Oggi non vorrei aver letto e studiato tanto per non aver capito o non aver combattuto abbastanza tutto questo. Perché se per gran parte di studiosi, analisti, media sociologi e politici l’elezione di uno come Trump è una sorpresa, evidentemente il mondo di chi “pensa” è drammaticamente scollegato da chi il mondo lo abita.

 

Forse ogni tanto farebbe bene leggere Chi e guardarsi il Grande Fratello, quantomeno sarebbe sociologicamente rilevante per capire che la democrazia è fatta di gente che vota e quella gente va capita, prima, possibilmente. È una provocazione? A voi l’ardua sentenza.

 

Ah, dimenticavo: ci vediamo alle 5 di mattina del 26 novembre per andare a Roma a manifestare contro la violenza sulle donne. Ho detto che leggerò CHI, mica quando e dove. Comincerò in pullman!

 

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