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A caccia di golosità casearie: la figliata di bufala

Anche nel mondo del formaggio c'è spazio per golose creazioni. E ancora una volta, ad essere creativi, sono i casari del Sud Italia, con le loro paste filate. La figliata di bufala è una sorpresa tutta da gustare
DAL BLOG
Di Francesco Gubert - 12 January 2020

Sono Maestro Assaggiatore di Formaggi e seguo percorsi di educazione alla sensorialità ed alla territorialità per il consumo consapevole dei prodotti lattiero-caseari di montagna.

Il Sud Italia è famoso per i formaggi a pasta filata. La pasta filata è una cagliata che, grazie all'effetto dell'acqua bollente, diventa morbida e facilmente modellabile. Il casaro, con sapiente manualità, la impasta a più riprese per renderla omogenea, conferendole infine la forma desiderata. La pasta filata può essere mozzata (di qui il nome "mozzarella"), scamozzata (che significa "a testa spezzata" come appunto nella scamorza), stracciata (ridotta in stracci come nella stracciatella), intrecciata o aggomitolata (come nel caciocavallo, dove assume la tipica forma di pera con testina).

 

Una delle varianti più golose è però quella della figliata di bufala. Si tratta di una grande mozzarella sferica ripiena di panna e di tante piccole mozzarelline a forma di ciliegia. Quando la si taglia con un coltello, l'effetto scenico è quello di una mamma mozzarella che dà alla luce le sue figliole (di qui appunto il nome "figliata"). In bocca, la cremosità della panna e la freschezza delle ciliegine regalano sensazioni uniche ed appaganti. Sicuramente una bellissima idea per una cena con amici, quando si vuole impressionare con qualcosa di scenografico e godurioso.

 

La figliata di bufala viene prodotta da diversi caseifici della Campania (e non solo). Per chi non avesse la fortuna di potersela procurare direttamente in caseificio, esiste la possibilità di acquistarla on-line, con tempi di consegna molto brevi. Le pezzature sono le più svariate, dai 700 grammi ad oltre 2 kg, con all'interno dalle 30 alle oltre 60 mozzarelline. Ottima come antipasto per stuzzicare l'appetito con un bel vino bianco fresco ed aromatico o, perché no, anche come secondo piatto abbinata a verdure fresche e gamberi saltati.

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