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Drosophila, serve affrontare l'emergenza per i piccoli frutti

Potrebbe essere utile una revisione del percorso autorizzativo per l’introduzione di specie antagoniste in grado di controllare efficacemente e per via naturale, evitando il ricorso a sistemi chimici, insetti particolarmente pericolosi come Drosophila suzukii e Halimorpha halys.
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 07 aprile 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

A partire dal 2009 la coltivazione di piccoli frutti registra danni gravi e crescenti, dovuti al costante aumento del dittero Drosophila suzukii, moscerino della frutta che depone nei frutti maturi, dove si sviluppano larve che li rendono non commerciabili.

 

In particolare su queste colture, la sostituzione delle sostanze attive non più autorizzate con altre più sicure ed a minore impatto sull’ambiente, processo auspicato e certamente da incoraggiare, è risultato lento e spesso inadeguato.

Inoltre, secondo alcune ricerche, la Drosophila suzukii, così come la Haliomorpha Halys, potrebbe avere prospettive di controllo biologico mediante specie antagoniste specifiche. Purtroppo però la normativa attuale non consente in alcun modo di introdurre o anche reintrodurre nel nostro Paese specie esotiche, anche se per interventi di lotta biologica.

 

Allo stesso tempo, le regole procedurali introdotte in accordo fra i tre Ministeri competenti per rendere più fluido il percorso autorizzativo, tendono a limitare la concessione dell’uso eccezionale di prodotti fitosanitari a due stagioni, con il giusto obbligo di rinnovare ogni volta tutta la procedura, che però oggi richiede tempi troppo dilatati che spesso la rendono inefficace.

 

In questo quadro, nonostante il forte impegno della ricerca sostenuta anche dai produttori, a riprova della volontà di trovare soluzioni alternative rispetto all’intervento chimico, non sono state individuate efficaci soluzioni operative su larga scala.

Anche interventi di natura tecnica, come l’utilizzo delle reti per il controllo dei due insetti, pur risultando efficaci, necessitano di uno sforzo economico notevole e di tempistiche appropriate.

Per tutte queste ragioni, da un lato potrebbe essere utile una revisione del percorso autorizzativo per l’introduzione di specie antagoniste in grado di controllare efficacemente e per via naturale, evitando il ricorso a sistemi chimici, insetti particolarmente pericolosi come Drosophila suzukii Halimorpha halys.

 

E, dall’altro, in maniera da contenere l’emergenza fitosanitaria, sarebbe opportuno accogliere in tempo utile le richieste per l’autorizzazione di alcuni fitosanitari, presentate dalle organizzazioni dei produttori e sostenute dal coordinamento di Agrinsieme, ai fini della concessione dell’uso eccezionale di prodotti per il controllo di Drosophila suzukii su lampone, mora di rovo e ribes, nonché di bromadiolone per il controllo di topi ed arvicole su impianti giovani di melo, facendo seguito a quanto già previsto dalle normative europee che prevedono l’autorizzazione eccezionale e transitoria ad alcuni prodotti fitosanitari.

 

Il danno provocato dalla Drosophila suzukii è enorme e già si è esteso a larga parte dell’Italia. In molte regioni il 2016 ha comportato problemi evidenti e generalizzati anche su nuove colture, come il ribes, e ha confermato la gravità degli attacchi sugli altri frutti.

 

In questo modo si stanno mettendo a repentaglio le interessanti prospettive di crescita dei piccoli frutti, in particolare nei territori di montagna, dove per altitudine e le ridotte dimensioni degli appezzamenti, spesso costituiscono l’unica coltivazione praticabile. Per questo è necessario intervenire quanto prima, con procedure in grado di garantire la massima efficacia e il massimo tempismo.

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