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Servono norme aggiornate e più severe sull'inquinamento elettromagnetico

La tecnologia corre, mentre gli standard internazionali risalgono ancora al 1992 e misurano esclusivamente gli effetti termici dei campi elettromagnetici. Occorre rivedere la norma
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 15 settembre 2016

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

Credo sia giunto il momento di prendere seriamente in considerazione quanto emerge da alcuni studi sui rischi per la salute e l'ambiente legati all'esposizione crescente a campo elettromagnetici legati a cellulari, computer senza fili, antenne wi-fi e tutto quello che ne è collegato.

 

Perché, se non esiste ancora un giudizio univoco da parte della comunità scientifica, occorre tuttavia mettere in campo politiche ispirate al principio di precauzione. Per questo ho presentato un'interrogazione al Governo per chiedere quali misure si intendono mettere in campo per favorire la diffusione di quelle tecnologie, come la fibra ottica, che riducono il ricorso ai sistemi wi-fi.

 

Nell'interrogazione presentata vengono elencate anche le recenti ricerche, a cominciare da quelle promosse dall'Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro, con la quale si riconosce che le radiazioni potrebbero avere possibili effetti cancerogeni per l'uomo. Inoltre vengono citati gli appelli di una serie di soggetti che chiedono alle istituzioni di aggiornare la normativa sugli strumenti e le modalità di controllo al fine di avere un monitoraggio più puntale sui livelli di inquinamento elettromagnetico.

 

Purtroppo il legislatore fatica a tenere il passo dell'innovazione tecnologica, che, in questi ultimi anni, ha viaggiato, come tutti sappiamo, a grandissime falcate. Gli standard internazionali risalgono al 1992 e misurano esclusivamente gli effetti termici dei campi elettromagnetici, ossia per il riscaldamento che producono.

 

Inoltre, in Italia, con una norma introdotta dal Governo Monti, il monitoraggio emissioni elettromagnetiche avviene attraverso una media delle ultime 24 ore. Solo che, per ottenere una media, bastano due misurazioni, una all'inizio e una alla fine del delta temporale. In questo modo, ad esempio una compagnia telefonica, potrebbe benissimo alzare oltre i limiti di legge nelle ore di maggiore traffico, per poi scendere sotto i livelli durante la notte, quando la domanda è minore.

 

Bisogna rivedere la norma, per essere certi che il rispetto dei limiti avvenga sempre. Anche perché, lo sappiamo bene, le antenne di trasmissione si trovano praticamente ovunque: nei pressi delle abitazioni, dei luoghi di lavoro, delle scuole, degli ospedali.

 

Motivo per cui bisogna assolutamente migliorare le forme di controllo, affinché non ci sia uno sforamento dei limiti di legge sull'intensità delle emissioni. Il  mio auspicio è che il Governo voglia raccogliere questa sollecitazione. Bisogna mettere in campo una politica precauzionale, almeno fino a quando non si avrà, da parte della comunità scientifica, un giudizio univoco sugli effetti legati all'esposizione alle onde elettromagnetiche.

 

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