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Cento anni fa l'armistizio. Una storia che passa dal Trentino per arrivare fino a Parigi

L'11 novembre del 1918 è la data che pose fine alla Grande Guerra. Ma fu il 29 ottobre che iniziarono le trattative e fu proprio a Serravalle, dove passava la linea del fronte, che l'ufficiale austriaco Ruggera si presentò con la richiesta di armistizio. Seguirono alcuni giorni di incontri preparatori, che si svolsero sul territorio del comune di Avio
DAL BLOG
Di Giuseppe Ferrandi - 11 novembre 2018

Vive da sempre in Trentino, si occupa professionalmente di storia, pratica sport di resistenza ed è appassionato (ancora) di politica...

A Parigi si celebra la fine della Grande Guerra. L'11 novembre del 1918 è infatti la data in cui avviene la firma dell'armistizio che fermò le armi sul fronte occidentale. In un vagone ferroviario nelle vicinanze della cittadina di Compiègne, a un'ottantina di km a nord della capitale francese, la storica firma è dettata dall'esaurimento delle forze e delle energie che la Germania aveva consumato nei lunghissimi quattro anni di conflitto.

 

Qualche giorno prima il Kaiser Guglielmo II aveva abdicato. Il giorno dopo, il 12 novembre, veniva invece proclamata la Repubblica austriaca sulle ceneri dell'altro grande Impero.

 

Nella contabilità complessiva della Grande Guerra, rimasta comunque tale nella denominazione anche dopo la Seconda guerra mondiale, si contano innumerevoli trasformazioni istituzionali, nascita di nuovi Stati chiamati ad esercitare la sovranità su "parti" consistenti dei vecchi Imperi.

 

In quei giorni vengono poste le basi per una rivoluzione della geografia politica. Si stabiliscono nuovi rapporti di forza e si compie quello che probabilmente è stato l'errore fatale pagato salato a partire dal 1939: imporre alla Germania condizioni non sostenibili dal punto vista economico, sociale e politico. 

 

Sarà nel corso del 1919 che si sigleranno gli accordi dettati dai vincitori, con le conseguenze che conosciamo e che porteranno nel giugno del 1940 ad un secondo armistizio di Compiègne, firmato nello stesso vagone alla presenza di un Hitler vittorioso sulla Francia e dimostratosi capace di cavalcare il rancore e la frustrazione tedesca. 

 

L'11 novembre è comunque la data dell'armistizio. Un anniversario che offre molti spunti di ragionamento su come si conclude una guerra e permette di collocare storicamente quello che è avvenuto sul fronte italiano, con la firma del 3 novembre a Villa Giusti, dove venne siglato l'armistizio tra l'esercito italiano e quello austro-ungherese.

 

Fu il 29 ottobre che iniziarono le trattative e fu proprio a Serravalle, dove passava la linea del fronte, che l'ufficiale austriaco Ruggera si presentò con la richiesta di armistizio. Seguirono alcuni giorni di incontri preparatori, che si svolsero sul territorio del comune di Avio

 

Le cronache ci restituiscono la confusione di quei giorni, il clima di incertezza, le speranze, l'amarezza, le attese, l'entusiasmo. La guerra stava per concludersi e proprio nel Trentino meridionale, nella bassa Lagarina, si concretizzavano gli episodi e le azioni decisive per porre fine ai combattimenti.

 

Giustamente sono state predisposte qualificate iniziative per ricordare quelle giornate. Si potrebbe osservare, segno di un mutamento di percezione della storia, che la parola 'armistizio ha messo in ombra la parola vittoria.

 

E' l'esito di un percorso. E' forse il risultato positivo del nostro Centenario trentino. Vedremo e leggeremo con attenzione se dalle celebrazioni e dai discorsi parigini uscirà qualcosa di buono e positivo. Qualcosa che sia all'altezza di questo secolo trascorso dalla fine della Grande Guerra.  

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