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Le fake news sono tutte o quasi orientate a far crescere la domanda di un nuovo fascismo. E' una questione democratica vera e urgente

La questione delle 'false notizie', giustamente sollevata da ilDolomiti, non può trovare risposta solo nelle regole deontologiche della categoria dei giornalisti. Ci sono regole, anche penali, che vanno adeguate alle nuove sfide tecnologiche e c'è una grande azione di bonifica civile e culturale che deve essere fatta nella nostra società
DAL BLOG
Di Lorenzo Dellai - 23 July 2017

Eletto presidente della Provincia di Trento per la prima volta nel 1999 resta in carica fino al 2012 quando si dimette per entrare poi alla camera dei deputati con la lista Scelta Civica nel 2013. Oggi è alla guida di Democrazia Solidale

La coraggiosa e circostanziata denuncia con la quale ilDolomiti si dissocia dal l'ennesima bufala di tale Voce del Trentino deve far riflettere chiunque abbia a cuore la nostra democrazia (Qui articolo).

 

Le false 'notizie' che vengono messe in rete da questo sito effettivamente sono ormai troppe. E tutte o quasi orientate a far crescere la domanda di un nuovo fascismo.

 

La questione giustamente sollevata da ilDolomiti non può trovare risposta solo nelle regole deontologiche della categoria dei giornalisti.

 

Si tratta piuttosto della dimostrazione che quanto da tempo vanno sostenendo tante personalità istituzionali, iniziando dalla presidente della Camera Laura Boldrini, e molti osservatori, corrisponde ad una questione democratica vera e urgente.

 

Non è possibile che quanto viene veicolato sulla rete in maniera indiscriminata non trovi nessun limite e non sia sottoposto al rispetto di nessuna regola di garanzia. Pare che ormai, di fronte ad una fake news diffusa in rete, non ci sia arma di difesa.

 

Quanto alle reazioni che immediatamente la pubblicazione di queste porcherie scatena - non so in che numerosità, peraltro - possiamo dire che confermano una tendenza che si ravvisa anche in molti social: cresce il livello di violenza verbale, di odio e di volgarità. Il tutto alimentato da una sconcertante, semplificatoria superficialità di fronte soprattutto ai problemi complessi.

 

Un brutto segno che le nuove tecnologie in parte stimolano e in parte, purtroppo, solamente registrano.

 

Ci sono regole, anche penali, che vanno adeguate alle nuove sfide tecnologiche e c'è una grande azione di bonifica civile e culturale che deve essere fatta per ridurre il tasso di violenza, di razzismo e - in fin dei conti - anche di ignoranza, crescente nella nostra società.

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