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Università al top e anche la ricerca ma non si dorma sugli allori. Il Prg del Comune non dimentichi le Istituzioni della Conoscenza

Questi risultati sono il frutto di un impegno politico e scientifico pluridecennale ma basta poco per venire risucchiati nella “normalità”. Per la città di Trento, non saprei individuare una urgenza più impellente di questa: assicurare una robusta, lungimirante e organica espansione degli spazi urbani dedicati alle potenzialità di crescita delle Istituzioni della Conoscenza
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Di Lorenzo Dellai - 08 luglio 2019

Eletto presidente della Provincia di Trento per la prima volta nel 1999 resta in carica fino al 2012 quando si dimette per entrare poi alla camera dei deputati con la lista Scelta Civica nel 2013. Oggi è alla guida di Democrazia Solidale

L’ultima indagine del CENSIS conferma la posizione di eccellenza della nostra Università, che risulta al top nella classifica degli Atenei italiani di media dimensione (QUI ARTICOLO). Analoghi riconoscimenti sono arrivati da altri istituti di indagine, sia italiani che internazionali.

 

Ugualmente, la Fondazione Bruno Kessler sta confermando la propria posizione di assoluto prestigio nei campi di sua specifica competenza. Sono inoltre assodate le straordinarie potenzialità di esperienze come Cibio. Questi risultati sono il frutto di un impegno politico e scientifico pluridecennale e non si può dormire sugli allori. Basta poco per venire risucchiati nella “normalità”, come dimostra il caso di qualche altra nostra istituzione di ricerca.

 

Il sistema della conoscenza (Scuola, Università, Ricerca, Istituzioni Museali...ineccepibile in questo senso il coraggioso documento diffuso in questi giorni dal Consiglio di Amministrazione del MUSE) è per sua natura dinamico ed evolutivo: se si ferma è perduto. Ciò vale anche sul piano delle pianificazioni urbanistiche.

 

Per la città di Trento, non saprei individuare una urgenza più impellente di questa: assicurare una robusta, lungimirante e organica espansione degli spazi urbani dedicati alle potenzialità di crescita delle Istituzioni della Conoscenza e del loro incontro con la dimensione produttiva.

 

Del resto, se Trento perde questa partita, corre il rischio di sciupare una parte importante delle sue prospettive di competitività e - anche - di indebolire il suo ruolo di “piccola capitale” a servizio del territorio trentino nel suo complesso. Auguriamoci che la Variante al PRG - che il Consiglio Comunale si appresta a discutere - non manchi di indicare, in questo senso, soluzioni capaci di dimostrare questa importante consapevolezza.

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