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| 04 febbraio | 18:58

''La linea del Partito democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum è insultante e svilente'', Pina Picierno ''resiste'' ma il Pd dove sta scivolando?

DAL BLOG
Di Luca Pianesi - 04 febbraio 2026

Direttore de il Dolomiti

''La linea comunicativa del Partito democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del PD sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista''. Per fortuna che nel Pd ''resiste'' una come Pina Picierno.

 

Per fortuna che qualcuno o qualcuna, continua, nonostante tutto, a mantenere la barra dritta in quello che un tempo si proponeva come partito di governo, serio, autorevole. Un partito che, per carità, poteva comunque non piacere perché considerato troppo di sinistra o troppo poco, troppo europeista o troppo poco, troppo troppo o poco poco, non si vuole entrare qui nel merito del sentimento politico ma solo riflettere sulla postura di un movimento i cui esponenti spesso e volentieri si rifacevano al concetto di ''responsabilità'' e di ''serietà istituzionale''.

 

E per questo risultavano addirittura antipatici perché in un mondo di strilloni di destra e di sinistra, di gaffeur di professione, di battutari, di personaggi che sbraitavano e si servivano delle argomentazioni più populiste possibili che invadevano i social con post bestiali loro cercavano di argomentare, riflettere, risultando talvolta noiosi e supponenti (della serie 've la spieghiamo noi che non saremo fortissimi a prendere voti ma sappiamo governare') ma comunque credibili. Oggi è rimasta la postura un po' sapientona ma la deriva populista è sconcertante. 

 

Come il Pd sta trattando la questione referendum è angosciante. Il video diffuso oggi con i militanti di Casa Pound che alzano il braccio e in sovraimpressione la scritta ''Loro votano Sì'' è indecente (e non si dica: ma Fratelli d'Italia fa la stessa cosa con i criminali che hanno preso a martellate l'agente di polizia a Torino dicendo che ''Loro votano No'' perché se il gioco è a chi fa più schifo allora non potremo che continuare a sprofondare nella melma).

 

 

 

E allora ben venga una come Pina Picierno che in Europa è stata tra quelli che non ha avuto paura di votare sul sostegno all'Ucraina contro la linea dettata dalla segretaria Schlein. Una segretaria indubbiamente colpevole della deriva populista e 5 stellizzante di quello che era un partito con vocazione maggioritaria nato dalla fusione di Ds e Margherita e che voleva parlare a quanti più italiani possibile. Oggi è un partito sempre più chiuso che manifesta per le flottille e poi vota contro l'ipotesi di 'aiuti esterni' alla causa dei cittadini iraniani che stanno cercando di liberarsi da una dittatura sanguinaria (meglio lasciare che si liberino da soli e infatti si vede il risultato, decine di migliaia di morti in pochi giorni e da qualche decennio a questa parte nulla cambia e tutto peggiora). 

 

Con il referendum, però, si sta toccando il fondo: addirittura il video del professor D'Orsi, noto filo russo che il 17 ottobre scorso ha partecipato alla serata di gala per il ventesimo anniversario di Russia Today, rilanciato sui social del partito (con ritiro del post in un secondo momento) per sostenere il No

 

 

La strategia comunicativa è sempre più spregiudicata e speculare a quella dei movimenti populisti: si enfatizza tutto, si parla di ''democrazia a rischio'', di ''manganellate ai magistrati'' in caso di vittoria del Sì, si svilisce il dibattito non entrando sui temi dello stesso ma parlando di un generico e solito ''rischio fascismo'', si cerca di intercettare quei riflessi pavloviani che questa classe politica ha ormai interiorizzato come fossero il proprio manifesto politico ma che manifesto politico non sono, anzi.   

 

Si demonizza l'avversario e addirittura si colpisce quelli che a sinistra, al centro, al centro-sinistra dicono che voteranno Sì o che ci stanno pensando (perché analizzandola, tutto sommato, questa riforma un suo senso ce l'ha poi liberi tutti di decidere che il senso è sbagliato ed è meglio tenere tutto com'è però si può anche rifletterci e discuterne) trasformandoli automaticamente in ''nemici del popolo'', compagni che sbagliano e che così ''stanno facendo un regalo al Governo Meloni''. Non si rendono conto che il regalo al Governo Meloni lo stanno facendo loro personalizzando oltremisura il referendum, ma al contrario. Il Pd poteva evitare di perdere questa volta ed esultare dopo in caso di vittoria del No. Ha deciso, invece, di metterci il carico da 90 investendo in paura e angoscia. 

 

Un peccato vedere questo partito appiattirsi sempre di più su quei movimenti che fino a qualche anno fa lo volevano ''asfaltare'' e che cercava di arginare anche nel linguaggio e nei toni. A costo di risultare noiosi e istituzionali. E allora, lo ripetiamo, senza voler entrare nel merito di destra o sinistra, progressismo o conservatorismo, un plauso a Pina Picierno che pur da dentro il Partito democratico ha preso le distanze da quel post e ha così scritto sui suoi canali social: ''La Costituzione si difende soprattutto non violentandone i principi, tra cui quello del referendum confermativo su cui gli elettori devono esprimersi nel merito, senza trasformarlo in una contesa politica sul governo in carica. Per quello ci saranno le elezioni politiche.  Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti. Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino. Dico a tutti: recuperiamo una discussione di merito, serena, rispettosa e centrata: dobbiamo farlo per il bene del dibattito pubblico, e della democrazia del nostro Paese. Poi so bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”. In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti''. 

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