Le ''chat antisemite'' di Fratelli d'Italia? Una tempesta in un bicchiere d'acqua condita da un buon grado di ipocrisia

Direttore de il Dolomiti
Una tempesta in un bicchiere d'acqua. E il Pd la cavalca sia su scala locale che nazionale con una certa ipocrisia. Lo ''scandalo'' delle cosiddette chat antisemite di Fratelli d'Italia in Trentino è stato venduto come qualcosa di mega galattico. ''I dialoghi antisemiti nel gruppo di Fratelli d'Italia a Trento'', scrive il quotidiano Domani con tanto di richiamone in prima pagina con Meloni che fa un saluto un po' col braccio teso e sopra il titolo: ''Insulti agli ebrei le chat antisemite del partito di Meloni''. Il fulcro del pezzo sono dei messaggi whatsapp rubati da una chat privata che non è la chat di Fratelli d'Italia o del partito, ma un gruppo chiuso, dove ci sono alcuni esponenti di bassissimo livello del partito di Giorgia Meloni e altri che non lo sono proprio tutti del blocco di ''minoranza'' che aveva tentato di sfidare la leadership di Francesca Gerosa in provincia.
Gli ''insulti antisemiti'' nascono, infatti, più che altro per colpire Francesco Barone, braccio destro di Gerosa, che durante il Festival dell'Economia si è fatto un selfie con David Parenzo. Ecco allora i messaggi a corredo dell'immagine: ''Tra minchioni se la intendono'', avrebbe scritto Daniele Demattè il pesce più grosso tra quelli finiti nella rete, addirittura un consigliere comunale di minoranza che nella sua carriera politica ne ha dette di ben più gravi, eccome. Poi la frase incriminata: ''Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci'', che l'avrebbe pronunciata Cristian Zanetti sconfitto anche nella partita interna del partito e oggi nel direttivo e basta. Risate (ahahah) di Emilio Giuliana uno che non è nel partito ed è quello che in piazza qualche mese fa col megafono agitava i militanti di estrema destra al grido di ''remigrazione'' e inseriva gay, lesbiche e aborto nella ''cultura della bestialità'' (QUI PER APPROFONDIRE).
Poi c'è Silvia Farci che Domani dà in ''rampa di lancio'' per la politica nazionale ma che qui a Trento non è nemmeno riuscita a entrare in consiglio comunale (per dire bastavano 145 voti ne ha presi 44). Come il Dolomiti la ricordiamo per i post, quelli erano pubblici, non di chat private, dove riportava delle cose ''scherzose'' (così le aveva definite) del tipo: “Sono delusa dai palestinesi che hanno lanciato 1600 missili su Israele e neanche 1 a Palazzo Chigi. Ma perché? Vi facciamo così schifo?” (QUI LA SUA INTERVISTA). Infine tale Antonio Manara anche lui nel coordinamento provinciale del partito (nel blocco degli sconfitti di Zanetti) e che abbiamo scoperto (non sapevamo chi fosse, lo ammettiamo, prima dell'articolo in questione) essere consigliere circoscrizionale a Piedicastello entrato con ben 45 voti (1 in più di Farci in Comune quindi sarà proiettato verso le europee a questo punto). Lui avrebbe scritto ''il leccaculo dei giudei'' sempre riferendosi a Barone.
Insomma stiamo parlando di pesci piccolissimi. La reazione 'pavloviana' all'articolo di Domani tra stampa e politica, però, era scontata e prontamente è partita la più classica delle strumentalizzazioni politiche con addirittura Elly Schlein a intervenire, il Pd trentino, il sindaco, vari esponenti e il senso di tutto era il classico e prevedibile: Fratelli d'Italia, fascismo, antisemiti, Meloni prenda le distanze, eccetera eccetera. Oh, sia ben chiaro: se tutti prenderanno le distanze da queste chat orribili sarà senz'altro un bene (per altro è stato fatto praticamente subito dalla presidente del partito in Trentino Francesca Gerosa e poi, chissà, magari ci sarà anche qualche conseguenza politica ma vi assicuriamo il mondo non avvertirà nessuno scossone per questo). C'è un però. Oggi l'antisemitismo sta di casa anche altrove. E non è roba da ferrivecchi nostalgici che in piazza gridano che in Africa ci sono ancora anche i cannibali (Emilio Giuliana docet). E' roba moderna che a sinistra, forse, non si rendono conto di quanto stanno coccolando e spingendo. Per questo oggi i comunicati stampa arrivati per dire ''no, no, no'' con ditino giudicante dal Pd nazionale e locale sonavano davvero di ipocrisia.
Gli striscioni ''dal fiume al mare'' sotto i quali sfila anche la segretaria Elly Schlein o i nostri esponenti locali fanno più male di una chat privata di dei signor nessuno. Quanto visto il 25 aprile in piazza contro la Brigata Ebraica con le grida ''siete solo saponette mancate'' ha fatto molto più male di questi whatsapp rubati. Quanto accaduto a Monza con il post di un segretario di circolo del Pd che ha definito su X Israele ''stato illegittimo'' aggiungendo che ''va annientato'' è stato molto peggio (e per fortuna il Pd cittadino ha preso le distanze e il tizio si è dimesso). Il post dei Giovani Democratici di Bergamo su Instagram con lo slogan ''Meglio maiale che sionista'' con citazione di Porco Rosso è stato angosciante.
Se uno come Emanuele Fiano, storico esponente Dem, poco più di un mese fa è arrivato a scrivere sui social: ''E' veramente difficile se non impossibile rimanere in un partito così'' dopo che il Pd di Milano si era adoperato per togliere il gemellaggio con Tel Aviv e la consigliera ebrea del Pd del Municipio XI ha annunciato le sue dimissioni dal Partito Democratico spiegando che “non ci si può dichiarare antifascisti e poi tollerare l’antisemitismo” la paura fa novanta.
Le notizie di oggi che il Pride di Roma ha escluso le organizzazioni lgbtqia+ ebraiche che hanno comunicato che "con un atto senza precedenti ci è stato negato prima l'accesso al coordinamento e poi persino la possibilità di sfilare con un carro" (Keshet Italia) quelle devono scatenare ondate di indignazione. Il povero Fiano ha fatto un post per stigmatizzare quanto accaduto a Trento scrivendo: ''E si va sempre di male in peggio. E non ci si accorge di quanto questo sentimento dell’antisemitismo sia radicato, a tutte le latitudini politiche. E qualche espulsione dal Partito, Presidente Meloni?''. Andatevi a leggere i commenti a corredo, di chi lo segue. Quella di Trento è una tempesta in un bicchiere d'acqua. L'antisemitismo galoppa a sinistra quanto a destra. Come dice Emanuele Fiano è ''a tutte le latitudini politiche'' e le ''lezioni'' sull'argomento si accettano solo da esponenti come lui.












