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A Riva del Garda il Varone non fa più paura, iniziano a rientrare a casa gli sfollati di Rovereto

E' sempre bene evitare di avvicinarsi ai corsi d'acqua e non frequentare le piste ciclabili, il transito è ancora vietato. L'Adige è sceso di circa 2 metri dal suo picco raggiunto durante la notte e perdurato fino alle prime ore del mattino di oggi, gli idrometri di Marco e Villa Lagarina segnano un costante calo

Di Luca Andreazza - 30 ottobre 2018 - 19:14

TRENTO. Rientra parte dell'emergenza anche nella Busa. A Riva del Garda il torrente Varone non spaventa più e via del Masetto, chiusa nella serata di ieri in previsione dell'onda di piena e rischio esondazione, è stata nuovamente aperta.

 

Nel 2011 è stato eseguito un intervento di messa in sicurezza per possibili rischi da esondazione del torrente Varone. In quell'occasione sono stati installati parapetti mobili in corrispondenza del ponte di via del Masetto, a doppia anta e incernierate sui muri d'argine così da costituire un parapetto stradale nella normalità dei casi, ma anche barriere per proteggere le aree adiacenti a corso d'acqua in caso di piene.

Iniziano a far rientro alcuni sfollati in Val di Riva a Rovereto, 26 persone sono rientrate a casa dopo che l'agibilità è stata verificata da vigili del fuoco e servizi comunali. Altre dodici residenti si sono sistemati da parenti e amici, mentre sono in fase di risoluzione le necessità logistiche di tre nuclei famigliari.

 

Le scuole di ogni ordine e grado, inclusi asili e nidi, restano chiuse anche domani. Resta operativo il Centro di accoglienza alle Filzi, mentre le altre palestre messe a disposizioni sono state "liberate". 

 

La polizia è operativa h24 fino a domenica con il supporto della locale, che ha assicurato i controlli fino a mezzanotte. E' sempre bene evitare di avvicinarsi ai corsi d'acqua e non frequentare le piste ciclabili, il transito è ancora vietato. Novareti rassicura che l'acqua è sempre stata potabile, anche se può sembrare meno limpida è sicura.

 

La viabilità e la rete di smaltimento delle acque hanno sostanzialmente retto. Fondamentale l'apporto di pompe specifiche e straordinarie, si è intervenuto nei casi di allagamento, la priorità è stata data ai servizi essenziali e pubblici, quindi ai privati (specie le abitazioni degli sfollati) e poi alle aziende. Il picco delle richieste si è registrato questa mattina per scantinati allagati: solo a Rovereto circa 150 le chiamate.

 

Osservati speciali dall'inizio dell'emergenza erano il fiume Adige e il torrente Leno che sono stati monitorato costantemente con turni di ronda svolti in collaborazione con i Bacini montani, supervisionati dalla Protezione civile di TrentoL'Adige è sceso di circa 2 metri dal suo picco raggiunto durante la notte e perdurato fino alle prime ore del mattino di oggi, gli idrometri di Marco e Villa Lagarina segnano un costante calo.

 

E' stata positivamente rilevata anche una grande partecipazione da parte della città che si è attivata autonomamente per piccoli interventi tecnici, senza aggravare la struttura di soccorso già pesantemente coinvolta nelle operazioni.

 

I vigili del fuoco sono attivi, infatti, dall'inizio dell'emergenza con una squadra permanente di 7 unità più 15 unità del corpo volontari secondo il piano comunale di protezione civile che in questa situazione è stato di fatto collaudato. Il Centro operativo resta operativo fino a emergenza conclusa al fine di garantire assistenza notturna.

 

 

L'attenuarsi delle criticità in Vallagarina ha permesso di mettere a disposizione anche una colonna mobile per la Valsugana ed in particolare per Novaledo, dove sono operativi 25 vigili del distretto in grado di coprire tutte le ore notturne.

 

"Pur in una situazione negativa - commenta il sindaco Francesco Valduga - abbiamo potuto verificare dati positivi, cioè la presenza di un sistema che sa reagire e anche di una comunità che sa attivarsi e rispondere. Tutto questo ha permesso di affrontare più agevolmente le situazione critiche che si sono verificate in queste ore di elevata criticità”.

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