Contenuto sponsorizzato

Aggressione di CasaPound al Prati, aveva ragione l'avvocato Canestrini: le attenuanti ai colpevoli non c'entrano con la provocazione. Che nemmeno c'è stata

Dopo la condanna a 6 mesi di reclusione per tre attivisti, il leader Castaldini aveva sostenuto il contrario, rimbrottato dall'avvocato delle parti offese che aveva detto: "Torna a studiare". La motivazione della sentenza conferma la tesi del legale

Di db - 10 ottobre 2018 - 13:17

TRENTO. All'indomani della sentenza che condannava a sei mesi di reclusione tre dei suoi sodali per l'aggressione a un gruppo di studenti davanti al liceo Prati, il leader di CasaPound e ora candidato presidente Filippo Castaldini aveva cercato comunque di difenderli, con argomentazioni giuridiche un po' traballanti. "Hanno avuto le attenuanti perché il giudice ha riconosciuto che sono stati provocati". 

 

Una dichiarazione che l'avvocato Nicola Canestrini aveva subito evidenziato come destituita di qualsiasi fondamento. "Tornino a studiare - aveva detto ironico - così scoprirebbero che le attenuanti generiche vengono di fatto concesse per tutti gli incensurati: non si negano a nessuno, insomma".  

 

Canestrini aveva quindi sbugiardato il ragionamento di Castaldini, spiegando in punta di diritto che non c'era nulla di cui compiacersi, che la condanna era per l'aggressione e l'attenuante che ha scontato di poco la pena è conseguenza dell'incensuratezza. Aveva ironizzato anche qui: "Prendo atto con piacere che i condannati godono della loro condanna, e spero ne abbiano occasione anche in un prossimo futuro".

 

Ora, per tagliare la testa al toro e scoprire chi avesse ragione, se l'avvocato o il leader di CasaPound, vediamo cosa dice la motivazione della sentenza

 

"Alla luce dei criteri valutativi [...] e, segnatamente, della rilevante gravità del fatto di cui è processo che desta un grave allarme sociale e denota una spiccata capacità a delinquere e previa concessione delle attenuanti generiche per l'assoluta incensuratezza e per la giovane età, con giudizio di equivalenza sulle contestate aggravanti, la pena alla quale gli imputati devono essere condannati è stabilita in 6 mesi di reclusione"

 

Tutto chiaro dunque, le attenuanti sono per la fedina penale pulita e per la giovane età. Non di sicuro perché i militanti del gruppo di estrema destra sono stati provocati. Anzi, su questo il giudice è chiaro: "Si osserva come non sussista alcuna ricostruzione alternativa dei fatti, in quanto l'accertata diversità ideologica tra i due movimenti studenteschi non può, evidentemente, coprire le condotte rilevanti di cui è processo [...]".

 

Di alternativo al fatto che gli studenti sono stati aggrediti e che gli attivisti di CasaPound sono stati gli aggressori, non c'è nulla. "Le dedotte incongruenze rilevate dalla difesa attengono a profili minimali e del tutto irrilevanti, come tali inidonei a scalfire la piena attendibilità delle parti offese". 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 24 luglio 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
26 luglio - 19:28
In queste ore la rockstar ha annunciato sui profili social la data del concerto. L'area individuata è quella di San Vincenzo a Mattarello. Il [...]
Cronaca
26 luglio - 18:09
In carcere cinque pakistani per rapina, estorsione, lesioni, sequestro di persona e sfruttamento di lavoratori stranieri. Coinvolti anche due [...]
Cronaca
26 luglio - 17:14
Il presidente della Provincia sulla scuola: "Il limite può essere sui trasporti: non ci sono problemi legati a spazi, aule e insegnamento. Il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato