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Occupazione all’ex dogana: prosciolti anche in appello i militanti del centro sociale Bruno

Respinta dunque la richiesta di risarcimento da 120mila euro formulata dalla Provincia, i giudici: “Domanda tardiva”. Il Centro sociale: “Dopo questa sentenza legittimati a difendere lo stabile di Piedicastello”

Di Tiziano Grottolo - 17 luglio 2019 - 17:09

TRENTO. Si è conclusa con l’assoluzione di tutti gli imputati per l’occupazione dello stabile, ora abbattuto, conosciuto da tutti come ex Dogana. Smontata in toto l’accusa formulata dagli avvocati della Provincia che aveva chiesto un risarcimento di poco superiore a 120 mila euro, importo calcolato in particolare sulla mancata possibilità di utilizzo dello stabile da Parte della Provincia.

 

Di diverso avviso però i giudici della Corte d’appello, sezione civile, del Tribunale di Trento, che in pratica hanno confermato quanto stabilito dal primo grado di giudizio, ovvero che la richiesta di risarcimento è stata presentata con un eccessivo ritardo, dal momento che lo stabile, nel 2014, risultava già sgomberato da un anno.

 

Volendo ben guardare poi, l’edificio dell’ex Dogana giaceva in stato di abbandono ben prima dell’arrivo dei militanti del centro sociale nel 2007, e ha continuato a esserlo anche dopo lo sgombero, fino al suo abbattimento per fare spazio ad alcuni parcheggi.

 

Tradotto, la Provincia era a conoscenza dell’occupazione e non ha posto in essere nessun tipo di rimostranza o interferenza per scoraggiare gli occupanti, pertanto non risulta congrua la richiesta di risarcimento. Inoltre, sempre secondo i giudici, è stato un errore chiede i danni a soli 6 militanti quando negli atti si fa riferimento almeno a una ventina di persone.

 

Se a Piazza Dante non si festeggia dunque, lo si fa a Piedicastello: “Il tentativo dell'ex giunta Rossi di portarci per ben due volte davanti al giudice è miseramente fallito – scrivono i militanti in un comunicato – l'occupazione dell'ex Dogana avveniva poiché l'immobile era inutilizzato da circa 10 anni, senza alcun progetto se non l'abbandono e l'incuria. La riapertura dell'edificio non è mai stata a uso privatistico, ma inserita in un processo di rigenerazione partecipato tanto che il centro sociale è stato messo a disposizione dell'intera collettività, diventando un punto di riferimento culturale e sociale”.

 

Dalle vicende che seguirono lo sgombero dello stabile in questione il Centro sociale ottenne la stipula di un contratto di comodato d'uso dell'immobile di Piedicastello dove tutt'ora  è aperto e attivo, anche se sotto sfratto. 

 

“A maggior ragione – riprende il comunicato –  dopo questa sentenza ci sentiamo dalla parte della ragione nel momento in cui l'esperienza del centro sociale è nuovamente sotto attacco.Invitiamo perciò tutti e tutte ad aderire alla campagna ‘Brunononsicaccia’ e a partecipare alle numerose iniziative programmate per questa estate”.

 

Ricordiamo che domani, giovedì 18 luglio, Wu Ming 1 sarà al centro sociale di Piedicastello per la presentazione del suo ultimo libro ‘La macchina del vento’.

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