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| 08 giu 2019 | 19:38

Il Centro Sociale entra in stato di ''occupazione''. L'appello: ''Il Bruno non si difende da solo. Continuate ad attraversarlo e a resistere con noi''

Mentre la lettera di sostegno alle ragazze e ai ragazzi del centro sociale continua a veder aumentare le firme oggi scadeva il comodato d'uso gratuito della struttura di Piedicastello ma loro continuano a lavorare e il programma settimanale si annuncia già molto ricco e vario

Il Centro Sociale entra in stato di occupazione''

TRENTO. Domani l'appuntamento è con la proiezione del capolavoro di Stanley Kubrick "Spartacus", lunedì viene inaugurata l'aula studio Tekoser, giovedì sarà presentato il libro di Andrea Olivieri ''Una storia oscura e senza pregio'' mentre venerdì continueranno le lezioni di italiano e lo sportello di orientamento legale. Scadeva oggi per il Centro Sociale Bruno il contratto di comodato d'uso gratuito dell'edificio dove, ormai da anni, ha la sua casa. Scadeva oggi e qualche consigliere provinciale leghista già si sfregava le mani postando su Facebook tristi immagini di ruspette giocattolo con sullo sfondo proprio il palazzo di Piedicastello e dichiarava ''è ora che quelli del Bruno vadano a lavorare''.

 

 

Ebbene loro seguono il consiglio e continuano a lavorare. Il Centro Sociale gira a pieno ritmo con tanti appuntamenti già fissati per questa settimana e su Facebook lancia l'appello: ''Il Bruno non si difende da solo. Continuate ad attraversarlo e a resistere con noi''. Insomma, se ancora non fosse chiaro, le ragazze e i ragazzi del centro sociale di Trento non hanno nessuna intenzione di mollare: ''L'abbiamo detto, l'abbiamo ribadito: il Bruno non si caccia - scrivono in un post dove annunciano che da oggi si torna a parlare di occupazione -. Non si caccia con giochetti tecnici e burocratici, non si caccia con la politica aggressiva della giunta leghista, non si caccia con la propaganda dei mezzi di (dis) informazione ai loro piedi''.

 

''Il Bruno - proseguono - resiste per esistere e la sua legittimità nel farlo non deriva da chi amministra le nostre città e governa il nostro paese ma dalle tantissime persone che lo attraversavano, lo hanno attraversato oggi e continueranno a farlo facendolo vivere e contribuendo a mantenerlo un laboratorio di idee e pratiche resistenti nella nostra Trento. A chi pensava che bastasse imbastire un conto alla rovescia per eliminare un'esperienza che va avanti da più di 10 anni è costretto a ricredersi: le nostre attività continuano''.

 

E intanto continuano ad arrivare firme della società civile per dire no a questo sfratto senza alternative che rappresenterebbe, comunque la si pensi politicamente, un impoverimento culturale, sociale e politico per la città di Trento e per tutto il Trentino. (QUI LA LETTERA con LE FIRME e per firmarla basta scrivere a adesioneletterabruno@gmail.com).

 

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