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Anarchici contro gli alpini: ''Sono assassini''. Online la 'rivendicazione' del furto delle bandiere

Questa la conclusione dell'articolo apparso sul blog 'Romperelerighe': "Che l’accoglienza sia calorosa a questo branco di assassini"

Pubblicato il - 03 maggio 2018 - 10:04

TRENTO. Gli anarchici sono antimilitaristi, per loro l'alpino è un assassino. "Tra 11 e il 13 maggio - si legge sulle pagine del blog 'Romperelerighe' - si svolgerà l’annuale Adunata Nazionale degli alpini. Per chi non l’ha mai vissuta sono tre giorni in cui centinaia di migliaia di uomini ubriachi, maneschi e sessisti se ne vanno per le strade della città che subisce la loro calata".

 

"Canti, striscioni, punti di raccolta, tricolori ovunque, retorica nazionalista, punti vendita di cianfrusaglie di colore verde, penne nere - scrivono gli autori - insomma tutto il carrozzone che ruota attorno agli alpini ed all’Italia viene pompato ai massimi livelli. In queste settimane vengono appesi striscioni di benvenuto, tricolori, bandiere e schifezze simili dappertutto, si prepara un territorio relativamente piccolo ad ospitare 600.000 uomini".

 

Il blog di riferimento della galassia anarchica, nato in Trentino come foglio online di opposizione alla costruzione della base militare di Mattarello, dà notizia dei furti di bandiere che sono avvenuti negli ultimi giorni in Trentino: "In queste ultime notti ignoti in vari punti della città hanno strappato e rubato decine e decine di bandiere, ed anche uno striscione è stato fatto sparire".

 

"È evidente che a non tutti va giù la presenza degli alpini in città e di tutto lo schifo che si portano dietro. Una città come Trento - scrivono - simbolo della 'vittoria' dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, non lascerà sicuramente che i pochi che odiano veramente il militarismo rovinino la festa per eccellenza di uno dei corpi militari più 'amati' dalla gente, sopratutto trentina". 

 

"Anche se gli alpini vengono spesso ricordati come eroi e come quelli che svolgono vari servizi alla comunità (quale?), ci si dimentica sempre del loro ruolo reale nella storia. Ci si dimentica degli stupri in Russia, Albania, Grecia, di un corpo fedele al fascismo e alla monarchia e di tutte le loro violenze e nefandezze, delle missioni di “pace” in giro per il mondo di oggi (Somalia, Iraq, Afghanistan, Libano), e sempre con quella maledetta penna nera sul capello, intrisa però di un sangue innocente che non va dimenticato".

 

Se il riferimento al furto di bandiere suona come una rivendicazione, la conclusione è quasi una minaccia: "Che l’accoglienza sia calorosa a questo branco di assassini".

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